Liguria

Dispersione idrica, Ireti: “Genova al 25%, sotto la media nazionale ma bisogna migliorare”


Genova. La percentuale di dispersione della rete idrica nel Comune di Genova è passata negli ultimi 20 anni dal 35% al 25%. Lo ha detto Marco Fiorini, direttore del servizio idrico di Ireti, rispondendo alle domande dell’aula durante la commissione consiliare svolta oggi in Comune a Genova, commissione chiesta da Filippo Bruzzone (Lista Salis) e che ha visto la partecipazione del vicesindaco Alessandro Terrile, dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante e dei responsabili degli uffici comunali competenti in materia di rete idrica.

La questione delle perdite nella rete idrica cittadina e l’eventuale ripercussione economica è una di quelle emerse dalle domande dei commissari. Genova, nonostante la vetustà dell’infrastruttura, nella maggior parte dei casi ultracinquantennali, ha una percentuale di dispersione idrica nettamente inferiore alla media nazionale, che si attesta attorno al 40%, ha spiegato il referente di Ireti.

“Più si migliora più è difficile mantenere il livello di decrescita del problema – ha aggiunto – ma è quello che stiamo tentando di fare attraverso il processo di distrettualizzazione che a oggi è arrivato a coprire il 55% della rete idropotabile, partendo, nel 2016, da una percentuale quasi inesistente”.

Attraverso la divisione in distretti è più efficace il monitoraggio di eventuali rotture, sulla base dei dati relativi alla pressione nelle condotte. “Non è semplice definire delle zone omogenee in una città come Genova ma è quello su cui siamo impegnati. Con questa metodologia siamo andati a intercettare con tempi ristretti le rotture occulte che si possano verificare”.

In termini di costi, la dispersione idrica esistente a Genova non è un elemento che possa spingere più di tanto il gruppo gestore a intervenire. A Genova l’acqua arriva dagli invasi, quindi dall’acqua piovana, quindi le perdite sulla rete non impattano molto da un punto di vista energetico.

Paradossalmente intervenire su piccole perdite sarebbe più dispendioso dell’effetto delle perdite stesse. “Ma il fattore economico non è il solo a guidare questo tipo di interventi, non abbiamo mai avuto problemi di approvigionamento, ma è comunque un aspetto su cui si cerca sempre di migliorare”, aggiunge Fiorini.

Sul fronte delle chiamate pronto intervento, in commissione è emerso come a Ireti, nel 2025, siano arrivate a Genova 6200 chiamate a call center. “Di queste 1300 non erano pertinenti – ha spiegato Fiorini – per il resto ci sono stati 2700 interventi per perdite riscontrate sulla rete e 2200 su derivazioni di utenza. I primi sono stati in linea con gli anni scorsi, i secondi quasi il doppio degli anni precedenti”. Sulla causa di questo aumento, non esiste a oggi una risposta univoca, ma da Ireti ipotizzano che possano influire i grandi cantieri in atto.

“Sulle reti fognarie abbiamo un numero di segnalazioni più basso – ha sottolineato – le rotture sono meno evidenti anche se c’è la questione degli eventuali sversamenti, anche per l’impatto sulla balneazione, con il Comune stiamo lavorando proprio in questa fase per andare a intercettare criticità nelle zone Priaruggia, Boccadasse e limitrofe”.

La rete immette sul territorio della Città metropolitana 63 milioni di metri cubi di acqua, di cui 58 sul Comune di Genova. La rete idropotabile ha un’estensione di 1200 chilometri, quella fognaria 700, di cui 520 di sola rete “nera”. “Gli investimenti in atto hanno un ordine di grandezza medio, per la sostituzione della rete, di 350mila euro a chilometro“, ha detto il direttore del Servizio idrico di Ireti rispondendo alle domande.

Secondo dati forniti dal gruppo Iren per Genova e Città Metropolitana, nel solo 2025 sono stati investiti nel settore idrico circa 85 milioni di euro, mentre nei prossimi 5 anni, sono previsti interventi per un totale di circa 383 milioni di euro.

Tra gli altri elementi più significativi emersi dalla commissione il Comune di Genova segnala, invece, i 2 milioni di euro investiti ogni anno dall’amministrazione comunale per la manutenzione delle caditoie, a cui aggiungere: circa 600mila euro, tramite contratto di servizio con Aster, per gestione braccetti e piccoli interventi su fognature bianche; circa 350mila euro con accordo quadro su tombinature dove rientrano anche gli interventi sulle reti di drenaggio, per un totale di circa 3 milioni di euro.

Si è discusso anche della recente richiesta del Comune di Genova a Città Metropolitana, competente per gli interventi sulle opere pertinenti al Servizio Idrico Integrato, per l’inserimento, nel nuovo Piano quinquennale, degli interventi su fognatura via Biga, fognatura via Montenero, passo X Dicembre, via Vesuvio e via Donaver, con un costo totale stimato di 11 milioni di euro.

“La nostra città, come noto, soffre di un deficit infrastrutturale a 360 gradi che comprende anche le opere idriche di cui è molto complicato, per ragioni soprattutto economiche, garantire una manutenzione continua ed efficace – spiega l’assessore Ferrante – Detto questo la nostra amministrazione, attraverso le direzioni Opere idrauliche e Strade, intrattiene continui rapporti con Ireti per promuovere il massimo efficentamento possibile del sistema infrastrutturale idrico cittadino, con il potenziamento, negli ultimi mesi, degli interventi legati alle interferenze con le decine di cantieri attivi oggi sul territorio comunale. Visto che, lo ricordo, la competenza sulle opere idriche è dell’Ato di Città Metropolitana, come Amministrazione abbiamo appena richiesto di inserire altri 5 interventi su infrastrutture cittadine, ferma restando la nostra volontà di intensificare il nostro impegno sulla manutenzione del patrimonio infrastrutturale idrico di competenza comunale”.




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