«Il sistema informatico è bloccato»

SAN BENEDETTO Al Madonna del Soccorso si torna nel labirinto. Infatti, se nella mitologia Dedalo era un architetto artefice dell’intricato percorso per il Minotauro, questa volta il labirinto è stato creato per gli operatori sanitari che da mesi sono alle prese con il nuovo software ospedaliero e diagnostico, dal nome appunto evocativo Dedalus, installato e poi sospeso per poi riapparire come l’araba fenice.
Le difficoltà
Nella giornata di martedì i referti non erano più visibili nei pc dei medici dell’ospedale. Una delle tante carenze del nuovo sistema informatico che sta facendo vivere giornate di passione agli operatori sanitari. Medici e infermieri alle prese con instabilità della piattaforma, difficoltà di accesso alle cartelle cliniche contenenti i dati dei pazienti che spariscono all’improvviso o compaiono nei terminali di strutture diverse da quelle in cui sono in cura, impossibilità di visualizzare correttamente i piani terapeutici e di consultare la documentazione sanitaria del passato. Tutto questo creando grandi disordini ma soprattutto mettendo a rischio l’operato. Nelle scorse settimane gli stessi medici avevano denunciato tali problematiche al direttore Ast Ascoli, Antonello Maraldo, fino a prospettare di ricorrere alla Procura della Repubblica proprio per tutelarsi. Infatti, quando il sistema si blocca, si perde ogni tipo di estremo e ogni notizia sul paziente stesso. Sistema che era stato sospeso, per poi far ritorno migliorato dopo le correzioni apportate dagli ingegneri clinici al sistema informatico, che lo hanno reso soprattutto più veloce. «Il sistema- spiega Andrea Piccinini segretario regionale della Cimo – era stato adottato dalla Regione Marche per poi stopparlo e ora reintrodurlo estendendolo anche al nosocomio sambenedettese, nonostante le carenze e le problematiche emerse. Criticità che sono state rappresentate dagli stessi operatori. I tecnici hanno cercato di migliorare il sistema, inizialmente adottato al Mazzoni di Ascoli, ma a quanto pare ora il software sarebbe solo più veloce, non si interromperebbe così frequentemente come in passato ma i problemi rimarrebbero. Responsabile di tutto questo è la Regione che lo ha acquisito con i fondi Pnrr nel 2023 stilando un accordo quadro per poi applicarlo solo lo scorso anno, perdendo tanto tempo. Si poteva attivare nel 2023 in maniera sperimentale presso piccole strutture ospedaliere, senza arrivare al rischio di perdere i finanziamenti. C’è una responsabilità politica della Regione e di chi ha proposto il bando senza poi controllare che i criteri fossero stati rispettati, diversamente si poteva rescindere dal contratto. Il rischio è che tale sistema ce lo dovremo tenere».
La rescissione
In caso di rescissione, infatti, si andrebbe a perdere una montagna di soldi, circa 20milioni di euro, visto che questa digitalizzazione è finanziata dal Pnrr (Missione 6, Componente 2).




