Trentino Alto Adige/Suedtirol

Daniela Santanchè si è dimessa da ministra del turismo – CRONACA



Daniela Santanchè si è dimessa oggi da ministra del Turismo. Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione”, scrive nella lettera di dimissioni alla premier Meloni in cui tra l’altro dice: “Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”.

E aggiunge: “”Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.

Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’on Delaastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire obbedisco e a fare quello che mi chiedi.

Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento”.

IL PERSONAGGIO

 “Io sono il vostro male assoluto, sono una donna libera, porto i tacchi da 12 centimetri, ci tengo al mio fisico, amo vestirmi bene”.

Ecco il miglior ritratto di Daniela Santanchè fatto proprio da Daniela Santanchè. Chapeau. Era il febbraio del 2005 e durante una mozione di sfiducia alla Camera la ministra sfidò, sicura e senza esitazione, chi la voleva dimissionaria a causa dei suoi problemi giudiziari.

Quel giorno la ‘pitonessa’, sferrò il suo personale attacco con il suo personalissimo stile. Lo stile che l’ha definita da sempre personaggio. Quel giorno, quando Montecitorio respinge la mozione di sfiducia alla ministra del Turismo con 204 no e 136 sì, lei arriva con un tailleur rosso fragola e borsa griffata. Immancabile borsa griffata, così come immancabili sono i texani nelle sue mise estive con tanto di cappelli da cowboy e gioielli esorbitanti.

Da sempre Daniela Santanchè rivendica la sua volontà di essere quella che è: “sono l’emblema, lo rappresento plasticamente, tutto ciò che detestate. Voi non volete combattere la povertà volete combattere la ricchezza”, disse rivolta ai banchi dell’opposizione con veemenza ricordato che lei “è quella del Twiga e Billionaire”.

E chi potrebbe mai scindere la figura di Daniela Santanchè dai due mondanissimi e costosissimi locali o dalle nevi di Cortina da dove armata di doposci di pelliccia e colbacco, postava ai suoi followers auguri e messaggi di buone feste natalizie. Stessa scena rivista poche settimane fa in occasione delle Olimpiadi, quando si è fatta fotografare doposci e maglione tirolese La sua è una vita passata tra politica e jet set. Le cene, le feste, i posti iconici di una Italia ricca e frequentata esclusivamente da ricchi fanno da sfondo alla sua carriera, anzi alle sue carriere. Da imprenditrice e politica.

Dopo la laurea in Scienze politiche all’università di Torino, nel 1983 Santanchè fonda la prima società di marketing a cui segue, sette anni più tardi, la Dani Comunicazione Srl, attività nel settore delle pubbliche relazioni e dell’organizzazione di eventi. Insieme all’amico di sempre Flavio Briatore apre il Billionaire in Costa Smeralda e poi sempre con Briatore, il Twiga Beach Club di Marina di Pietrasanta, in Versilia.

Nel 1995 Santachè inizia la sua carriera politica nelle fila di Alleanza Nazionale accanto a Ignazio La Russa e diventa una figura centrale della destra italiana. Eletta ministra proprio i due locali, diventati negli anni ‘covi’ di vip, divennero fonte di polemiche per l’opposizione che tuonò al ‘conflitto d’interesse’: per questo cedette le quote. Mentre già era cantiere una delle campagne pubblicitarie più discusse di sempre: “Welcome to meraviglia”, lanciata nel 2023 per rafforzare il brand Italia nel mondo: protagonista era la Venere di Botticelli nel ruolo di influencer. Una bufera.

Attraversata come sempre con ostentata sicurezza. Più o meno come sta affrontando queste ore. E quelle che verranno. Che vedrebbero arrivare entro un paio di mesi la chiusura dell’inchiesta della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group a suo carico e di altri ex amministratori delle aziende, tra cui l’ex compagno della parlamentare, Canio Mazzaro. Entro fine aprile, è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita in ordine di tempo, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025.

Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice di FdI rischia un’altra accusa di bancarotta. Santanchè è già a processo con altri a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato.

Mentre è congelata, in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, l’udienza preliminare per la vicenda della presunta truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid. Tempi movimentati in arrivo per una vita vissuta sempre all’assalto. 

Ecco, in sintesi, i procedimenti in cui risultano coinvolti e i prossimi snodi giudiziari che riguardano i tre esponenti della maggioranza che si sono dimessi, Santanchè, Delmastro e Bartolozzi. 

DELMASTRO – L’ex sottosegretario alla Giustizia è atteso per il prossimo 22 aprile alla Corte d’Appello di Roma dove è fissato il processo di secondo grado del procedimento che lo vede imputato di rivelazione del segreto d’ufficio in relazione alla vicenda dell’anarchico Cospito. Il 20 febbraio del 2025 l’esponente di Fratelli d’Italia è stato condannato a 8 mesi dai giudici del tribunale collegiale di piazzale Clodio. Secondo l’impianto accusatorio il sottosegretario nel gennaio del 2023 diffuse notizie coperte dal segreto d’ufficio.

Al centro del procedimento ci sono alcune dichiarazioni fatte in Parlamento dal vicepresidente del Copasir e responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, nel febbraio del 2023. Informazioni che Donzelli aveva avuto proprio da Delmastro, che da sottosegretario aveva la delega al Dap.

Sempre Delmastro è lambito dall’indagine avviata alcune settimane fa dai pm capitolini in cui si ipotizzano i reati di riciclaggio e intestazione fittizia e che vede iscritti nel registro Mauro Caroccia, che sta scontando una pena a 4 anni per reati di mafia, e la figlia Miriam. Il faro degli inquirenti è puntato sulla società “Le 5 Forchette” – di cui il deputato ha avuto delle quote azionarie – proprietaria del ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’.

SANTANCHÈ – I guai giudiziari della ministra del Turismo riguardano principalmente reati di bancarotta per alcune società. Entro l’estate i pm di Milano dovrebbero chiudere l’indagine per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group. Indagine a carico anche di altri ex amministratori, oltre alla senatrice, tra cui il suo ex compagno Canio Mazzaro.

La parlamentare rischia, quindi, di comparire come imputata in un altro processo, oltre al dibattimento già in corso a Milano per 16 imputati per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato. E all’udienza preliminare, che ora è congelata in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, per la vicenda della contestata truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid per 13 dipendenti e per oltre 126mila euro, tra maggio 2020 e febbraio 2022.

Entro l’inizio di maggio è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita della ‘galassia’ del cibo biologico, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025. Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti precedenti di Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice va incontro ad una accusa di bancarotta.

BARTOLOZZI – L’ex capo di gabinetto di via Arenula è accusata dalla Procura di Roma di false informazioni a pm nell’ambito della vicenda Almasri, il militare libico accusato di torture, prima arrestato in Italia e poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti del nostro Paese.

I pm di piazzale Clodio hanno notificato il 27 febbraio scorso l’atto di chiusura delle indagini e ora dovrebbero, al netto di clamorosi colpi di scena, formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio. La sua versione dei fatti è stata infatti definita dai giudici del tribunale dei ministri come “inattendibile” e “mendace”. [Ansa]




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