Toscana

Uccise la moglie malata d’Alzheimer. Confermata in appello la condanna a 10 anni


La Corte d’Assise d’appello di Firenze ha confermato la condanna complessiva a 10 anni di reclusione per Alessandro Sacchi. L’uomo, oggi 81enne, il 21 giugno 2024 uccise la moglie Serenella Mugnai, 72 anni, con un colpo di pistola alla testa mentre si trovavano nella loro casa di viale Giotto ad Arezzo. 

Sacchi, secondo la ricostruzione dei suoi legali, quella notte sparò perché si trovava in uno stato di stress traumatico continuato, dovuto a un senso di profonda solitudine. La moglie infatti manifestava un progressivo e implacabile avanzamento dei sintomi del morbo di Alzheimer: a volte non lo riconosceva più, a volte era aggressiva, scappava di casa. La sera della tragedia Alessandro e Serenella avevano avuto un litigio: lui voleva persuaderla ad andare a dormire, visto che era passata la mezzanotte. Ma lei faceva resistenza. Poi lo sparo.

La sentenza di primo grado, 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario e 8 mesi per porto d’arma abusivo, è stata confermata in appello. Respinta la richiesta di accedere alla giustizia riparativa. Gli avvocati Piero Melani Graverini e Stefano Sacchi, una volta lette le motivazioni, valuteranno se ricorrere in Cassazione. L’uomo è comunque libero, viste le circostanze che lo spinsero al tragico gesto, perché il giudice lo ha ritenuto “non pericoloso per se stesso né per gli altri”.

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