Basilicata

Il caso Cosenza Calcio non si sblocca

Il caso Cosenza Calcio non si sblocca, c’è l’impressione che la politica non voglia davvero intervenire. Propositivo, ma nei fatti infruttuoso l’incontro tra i tifosi e il presidente della Provincia.


COSENZA – Una giornata ricca di appuntamenti quella di oggi 25 marzo 2026, incontri tutti con la stessa finalità: cercare una soluzione per il Cosenza Calcio. In mattinata incontro in Provincia tra i tifosi e il presidente dell’Ente, Biagio Faragalli, e nello stesso tempo incontro in Prefettura tra il sindaco Franz Caruso e il prefetto Rosa Maria Padovano con la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Nel pomeriggio il Consiglio comunale con un punto all’ordine del giorno sullo stadio San Vito Marulla (rinviato ad altra data).

IL CASO COSENZA CALCIO NON SI SBLOCCA, LA CRISI TRA PROPRIETÀ E PIAZZA: UN PROBLEMA SOCIALE

Tutto nasce da quanto dichiarato nell’incontro con i tifosi nella casa comunale, il 13 marzo scorso, dal sindaco Caruso e dagli altri presenti. Si era ribadito in quella occasione la necessità per i tifosi di vedere cambiata la proprietà della società sportiva cosentina con qualsiasi mezzo lecito possibile. Si era concordato e acclarato come il livello della situazione avesse ormai assunto i connotati di un vero e proprio problema sociale, con pericolosi risvolti sull’ordine pubblico cittadino. Insomma, la incompatibilità tra la proprietà e la piazza cosentina non era più facilmente gestibile, né i prossimi play off, a cui la squadra parteciperà, sono argomento di discussione tra la gente o elemento in grado di far recedere dalla protesta, ormai in vita da nove lunghi mesi. Una sofferenza, una vera e propria agonia per la tifoseria di tutta la provincia costretta dalle circostanze a disertare il Marulla.

IL NODO DELLA CONCESSIONE E I DUBBI SULLA POLITICA

Molto interessante è risultato l’incontro con il presidente Faragalli, al quale abbiamo partecipato come giornalista-uditore. Le poche parole rilasciate dal presidente Faragalli non dicono tutto su quanto si è detto e conosciuto in questo incontro. I rappresentanti dei tifosi sono arrivati piuttosto preparati e con alcuni dati da mettere sul tavolo.

Dalla discussione nata con grande franchezza e senza sotterfugi è emersa, forse sbagliando, una verità sostanziale: la politica può fare tutto, se non fa è perché non vuole fare. Si è capito, per esempio, come Guarascio e lo stadio San Vito Marulla siano blindati e coperti anche dal pericolo dell’art.19 della convenzione di concessione. Proprio in virtù di questo articolo presente, e alla luce del finanziamento di tanti milioni da parte della Regione Calabria (quindi soldi pubblici), la concessione poteva essere revocata in caso di lavori e sicurezza, ma nella gara d’appalto dei lavori un cavillo ha messo al sicuro Guarascio e la sua truppa di dirigenti.

I DUBBI SULL’APPALTO E IL PRECEDENTE DI MONTALTO

La stranezza consiste nel fatto che la gara di appalto è stata fatta conoscendo già i tanti problemi tra tifosi e proprietà; tra proprietà e creditori; tra proprietà e l’istituzione cittadina. Allora sorge il dubbio: perché non è stato fatto? Sicuramente questo è un pensiero sballato, ma a pensare male spesso ci si azzecca. Un dubbio che merita assolutamente una smentita. Uno dei tifosi presenti, molto preparato anche sulle cose che riguardano la burocrazia comunale, ha portato da esempio proprio il campo del Montalto in località Taverna.

Questo impianto è stato oggetto di finanziamento per ammodernamento e il comune di Montalto ha provveduto a revocare la concessione, come la legge permette per motivi di sicurezza. Sull’argomento il presidente Faragalli altro non ha potuto fare che confermare. In pratica la tifoseria esce da questo incontro con la certezza di essere stata presa in giro, ma esce anche con la forte determinazione che la protesta andrà avanti con forme, sempre civili, ma sempre più rumorose.

IL CASO COSENZA CALCIO NON SI SBLOCCA: IL TIMORE DI UN DANNO GENERAZIONALE E LA VOLONTÀ DI LIBERAZIONE

Il presidente Faragalli, da vecchio tifoso rossoblù, ha espresso timori sul fatto che la filiera generazionale del tifo possa interrompersi inesorabilmente, creando un danno sociale non da poco alle future generazioni. Faragalli si è detto disponibile a partecipare al Consiglio Comunale che i tifosi hanno chiesto o vogliono chiedere al sindaco Caruso, durante il quale si possano gettare le basi per una soluzione collettiva sull’argomento Cosenza calcio. Anche un rappresentante di Curva attraverso i social ha voluto esprimere il suo pensiero: «C’è una sola volontà…liberare il Cosenza Calcio da questi soggetti che lo usano solo per i propri comodi offendendo una intera tifoseria…chi ha interessi con i due “indegni” è contro il popolo rossoblu… Tutti insieme nella stessa direzione, li dobbiamo mandare via per sempre…Fino alla Fine».

IL PESO DELLA TIFOSERIA VERSO LE PROSSIME AMMINISTRATIVE

Un altro dato appare certo dagli incontri che si stanno susseguendo, e che la tifoseria non fa mistero del proprio pensiero, è quello che il prossimo anno i tifosi, che non saranno tantissimi, ma non sono nemmeno pochi, vorranno essere protagonisti nella tornata elettorale delle Amministrative. Insomma, anche chi vorrà essere il prossimo Primo cittadino di Cosenza dovrà tenere conto di questa battaglia sociale di civiltà che l’intera tifoseria della provincia di Cosenza sta portando avanti da nove mesi. E la storia continua…


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