Addio a Giuseppe De Feo, anima di ‘Peroni’ in via Sparano
Via Sparano non sarà più la stessa. Si è spento all’età di 79 anni Giuseppe De Feo, storico titolare del negozio ‘Peroni’ in via Sparano, negozio tra i più antichi di Bari, fondato nel 1902. Con lui se ne va un testimone di una Bari d’altri tempi, quella dei negozi storici e del rapporto umano che precedeva la vendita. Con la scomparsa di Giuseppe De Feo Bari perde molto più di un commerciante: perde un simbolo di resistenza, eleganza e dedizione. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 16 aprile, ma fino all’ultimo giorno ha onorato quel marciapiede e quella vetrina con la stessa passione degli inizi. “Era una persona molto a modo, buona, amato da tutti per la sua eleganza e i suoi modi gentili. Era tanto buono fuori quanto pieno d’amore in casa”, spiega suo figlio Roberto. Noi di Telebari lo avevamo intervistato nel 2023, in un servizio che ripercorreva proprio l’invasione dei grandi marchi in via Sparano e la resistenza dei negozi storici. E lui era tra questi, tra i negozianti che amavano quella via, che era il salotto della città, il luogo in cui si andava per sentirsi coccolati.
Una vita dedicata al lavoro: dal garzone alla gestione storica
La storia di Giuseppe è una scalata fatta di umiltà e sacrificio. “Era entrato in negozio a soli 16 anni come garzone, – spiega Roberto – aveva imparato l’arte dell’accoglienza dal basso, per poi arrivare a rilevare l’attività insieme al figlio di Peroni. Una dedizione assoluta che è durata una vita intera. Amava il suo lavoro alla follia, e lo ha fatto fino all’ultimo giorno della sua vita. D’altronde se onori il tuo lavoro da quando hai 16 anni fino a 80 vuol dire davvero che ami ciò che fai”.
In una via Sparano ormai dominata dai grandi brand internazionali e dalle catene globalizzate, il negozio Peroni era rimasto una delle pochissime gestioni familiari superstiti. E questo si riflette anche nel rapporto con i clienti, sempre rimasto lo stesso, sempre pieno di stima e affetto: “La stima di tutti l’abbiamo sempre percepita, anche perché era una dei pochi negozi a gestione familiare, sopravvissuti all’invasione dei grandi brand su via Sparano”. Un presidio di autenticità che Giuseppe ha difeso con la sua arma migliore, l’amore per il cliente: “Non voleva solo vendere un prodotto, voleva che chiunque entrasse si innamorasse di ciò che acquistava. E lo spiegava con eleganza, portava il cliente a scegliere solo ciò che desiderava, senza portare all’acquisto a tutti i costi. L’arma che gli ha permesso di essere tra i pochissimi a resistere al cambiamento è stato il suo amore verso questo lavoro e i clienti”.
Il “Galantuomo” di altri tempi
Giuseppe De Feo era l’essenza della Bari perbene. Una persona a modo, un uomo di una classe innata che si rifletteva non solo nel suo abbigliamento, sempre impeccabile, ma soprattutto nei modi. Ha gestito il cambiamento dei tempi restando fedele a se stesso, accogliendo generazioni di baresi con un’educazione d’altri tempi che rendeva speciale ogni acquisto. “Ha reso speciale quel negozio. Quando passavo a trovarlo mi accoglieva nel negozio con questo sorriso, che sono certo tanti suoi clienti riconosceranno, e la prima frase che mi diceva è sempre stata la stessa: “Stai bene? Hai bisogno di qualcosa?”. Si papá, – dice Roberto con un post sui social – ho bisogno di te”. È l’immagine di un uomo che, nonostante il successo professionale, ha sempre mantenuto l’umiltà e la bontà d’animo come bussola della propria vita.
L’amore di padre investendo sul futuro del figlio
Dietro l’uomo d’affari c’era un padre immenso. Lo ricorda così Roberto, spiegando come per tutta la vita Giuseppe avesse lavorato instancabilmente per permettere a suo figlio di inseguire una strada diversa, quella del cinema: “Mio padre era un uomo speciale, buono e sempre pronto ad aiutare gli altri, e ha messo i bisogni miei e di mia madre prima di qualunque altra cosa per tutta la vita, sacrificandosi ogni giorno. Tutto quello che ho fatto l’ho potuto fare grazie a lui. – racconta Roberto, oggi regista – Mi ha dato la possibilità di studiare cinema, di viaggiare, sacrificandosi ogni giorno. Ha lavorato fino ad oggi anche per aiutarmi a fare quello che faccio”. Un uomo che riusciva bene nel lavoro ma “riusciva molto bene a casa”, mettendo i bisogni della moglie e del figlio davanti a tutto.
L’ultimo saluto nella sua Via Sparano
Domani, mercoledì 25 marzo alle 10, la Chiesa di San Ferdinando ospiterà i funerali. “Proprio nella via del negozio a cui ha dedicato la sua vita, che era la sua grande passione e il suo orgoglio”, dice Roberto. Sarà l’ultima volta di Giuseppe in via Sparano, la strada che ha calpestato per oltre sessant’anni e che oggi lo ricorda come un esempio di dignità e passione. Bari saluta un uomo buono, un grande lavoratore, ma soprattutto un vero signore.




