Toscana

per la riapertura servono (almeno) due mesi di lavori. Le indicazioni della Asl


Due mesi sarà il tempo necessario per effettuare i lavori richiesti. Poi c’è da tenere conto dei passaggi autorizzativi – indispensabili – connessi alle motivazioni dell’attuale sequestro dell’immobile. Dunque, anche a detta del Comune di Bibbiena, la riapertura dell’asilo nido “Ambarabà” non sarà cosa immediata. Ci vorrà del tempo e Soci dovrà continuare a fare i conti con un’assenza che pesa sulle famiglie come un macigno.

Lo scorso 12 novembre la piccola comunità casentinese è stata segnata dalla morte di Leo Ricci, 3 anni appena, avvenuto all’interno del giardino della struttura. Ed è stato proprio su disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa della chiusura delle indagini avviate in seguito all’accaduto, che la struttura è stata sottoposta a sequestro. Questo, ovviamente, anche in considerazione del fatto della necessità di richiedere interventi di messa in sicurezza e adeguamento. E infatti così è andata.

Come specifica il primo cittadino, Filippo Vagnoli, “a seguito delle verifiche effettuate, la Asl ha trasmesso formale comunicazione contenente l’individuazione degli interventi necessari ai fini del dissequestro e quindi della riapertura della struttura, consistenti prevalentemente in opere di manutenzione e messa in sicurezza degli ambienti interni, degli arredi e delle aree esterne”.

La determina e i tempi stimati

Alla luce di tali indicazioni, l’amministrazione comunale ha adottato un atto (determinazione n. 563 del 18/03/2026) col quale è stato disposto un ordine di servizio alla cooperativa affidataria, Koiné, finalizzato all’esecuzione degli interventi richiesti. Il 20 marzo scorso invece, spiegano ancora dal Comune “la giunta ha incontrato le famiglie dei bambini iscritti. In questo contesto sono stati illustrati in modo puntuale gli sviluppi intervenuti e le conseguenti determinazioni operative”.

“Abbiamo condiviso con i genitori presenti – spiega il sindaco Filippo Vagnoli – il cronoprogramma degli interventi finalizzati alla riapertura del nido nella sede originaria, stimato in circa due mesi, subordinatamente ai necessari passaggi autorizzativi connessi allo stato di sequestro dell’immobile. Abbiamo anche affrontato il tema dell’eventuale attivazione di una sede alternativa temporanea. Il sito individuato è all’interno del plesso “Mencarelli”. Per gli adeguamenti tecnici previsti sono stati stimati circa tre-quattro mesi di tempo. Abbiamo ribadito la nostra volontà di procedere in via prioritaria verso la riapertura del servizio nella sede originaria, mantenendo al contempo attivo, in via prudenziale, il percorso alternativo”.

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