Lazio

boom delle Società Benefit, la Capitale guida il cambiamento

Dieci anni dopo l’introduzione delle Società Benefit, l’Italia torna a interrogarsi su un modello che oggi non è più una sperimentazione, ma una realtà in piena espansione. E tra i territori più dinamici, Roma si prende la scena, candidandosi a diventare uno dei principali laboratori europei dell’economia a impatto.

A raccontarlo è l’evento “Benefit Cities: un modello di sviluppo sostenibile dei territori”, promosso da Roma Capitale insieme a NATIVA negli spazi dell’Acquario Romano, dove istituzioni, imprese e mondo accademico si sono confrontati su un cambio di paradigma ormai in atto.

Il modello Roma: imprese e istituzioni fanno squadra

Nel giro di appena due anni, il programma “Roma Impresa Comune” ha coinvolto oltre 300 realtà imprenditoriali, accompagnando più di 100 aziende nel percorso di trasformazione in Società Benefit. Un’accelerazione che ha portato a una crescita del 30% nella provincia e a quota 624 imprese attive con questo modello.

Numeri che raccontano molto più di una tendenza: segnano l’evoluzione del ruolo della Pubblica Amministrazione, sempre meno regolatore e sempre più motore di sviluppo.

“Le città sono il luogo dove si decide la qualità dello sviluppo economico e sociale dei prossimi anni”, ha sottolineato l’assessora Monica Lucarelli, evidenziando come Roma abbia scelto di favorire la collaborazione tra imprese, ricerca e territorio. L’impegno, ha aggiunto, è strutturale: il sostegno alla transizione verso modelli sostenibili proseguirà almeno fino al 2029, con l’obiettivo di rendere lo status di Società Benefit la nuova normalità.

Un ecosistema che genera valore

Il cuore del modello romano è un sistema integrato in cui la Pubblica Amministrazione agisce da “costruttore di ecosistema”, offrendo formazione, strumenti operativi e occasioni di networking. Un approccio che punta non solo a sostenere le imprese, ma a generare un impatto positivo diffuso su quartieri, comunità e filiere produttive.

Una rete che oggi coinvolge associazioni di categoria, professionisti e grandi aziende, contribuendo a ridisegnare il rapporto tra economia e territorio.

Un fenomeno nazionale in crescita

A livello italiano, le Società Benefit sono ormai quasi 6.000. Secondo i dati più recenti, tra il 2022 e il 2024 hanno registrato performance superiori rispetto alle imprese tradizionali: fatturato in crescita del 14,6% contro il 5,3%, maggiore capacità di creare occupazione e una redistribuzione più ampia del valore, con stipendi medi più alti.

“È uno strumento concreto per ripensare il tessuto economico in chiave innovativa e sostenibile”, ha spiegato Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA, tra i protagonisti dell’introduzione della normativa nel 2016.

Le città al centro della transizione

Un ruolo strategico, quello delle città, ribadito anche dal presidente ANCI Gaetano Manfredi: solo attraverso una collaborazione stretta tra pubblico e privato sarà possibile costruire un futuro sostenibile, non solo sul piano ambientale ma anche sociale.

Roma, in questo scenario, si propone come modello replicabile. L’esperienza della Capitale è stata infatti al centro del confronto con altre amministrazioni, da Milano a Cagliari, in un dialogo aperto tra territori che guardano alla sostenibilità come leva di sviluppo.

Una sfida che non riguarda più solo le imprese, ma l’intero sistema urbano. E che, a partire da Roma, punta a ridisegnare il futuro delle città europee.

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