Sorical, nomina Naccari, scintille nel centrosinistra
La designazione di Demetrio Naccari Carlizzi alla guida di Sorical divide il centrosinistra reggino tra il sostegno di Battaglia e i dubbi di Casa Riformista
REGGIO CALABRIA – La nomina di Demetrio Naccari Carlizzi alla presidenza del cda di Sorical accende il dibattito politico reggino, tra il plauso convinto del sindaco facente funzioni Mimmo Battaglia (dello stesso partito di Naccari, il Pd ed a capo del comune che ne rivendica la presidenza, ndr) e le perplessità ed i maldipancia espresse dai “cugini del centrosinistra ovvero “Casa Riformista”, che chiede maggiore collegialità nelle scelte strategiche.
Per Battaglia, candidato sindaco per il centrosinistra alle comunali di maggio, la questione è innanzitutto giuridica oltre che politica: «La nomina del presidente spettava al Comune di Reggio Calabria», rivendica l’attuale sindaco subentrato in qualità di facente funzioni dopo la nomina a consigliere regionale di Giuseppe Falcomatà, cognato di Naccari, richiamando il codice civile e lo statuto della società che gestisce il servizio idrico integrato.
Passaggi di regolarità e legalità. Un passaggio che il primo cittadino sottolinea con forza, evidenziando come l’Amministrazione abbia scelto, “per precisa volontà”, di procedere attraverso una selezione pubblica.
Al centro della difesa del sindaco c’è l’altissimo profilo professionale del neo presidente: «Contestare le competenze tecniche dell’avvocato è un esercizio difficile anche per chi è mosso da ragioni personali», afferma Battaglia, ricordando le «esperienze e competenze trentennali» maturate da Naccari nel settore dei servizi pubblici, societari e nell’organizzazione della macchina amministrativa.
Ma la rivendicazione del Comune non si ferma al piano formale.
Battaglia ripercorre il ruolo giocato da Reggio Calabria nella costruzione della governance idrica regionale, sottolineando come Palazzo San Giorgio sia stato il primo a cedere il servizio a Sorical e ad acquisire le quote societarie, contribuendo in maniera determinante all’avvio del nuovo assetto.
Un peso che si traduce anche nei numeri: il Comune detiene infatti il 52% delle quote tra gli enti locali aderenti, in base alla ripartizione stabilita dalla normativa regionale e dalle disposizioni di Arrical.
Da qui la conclusione politica: pertanto nessuna “manovra oscura”, ma una scelta coerente con regole e scelte di rappresentanza.
«La designazione – insiste Battaglia – è frutto delle norme e della storia amministrativa, oltre che dell’impegno profuso nel settore».
Una lettura che però non convince Casa Riformista.
Pur riconoscendo le indubbie qualità professionali di Naccari Carlizzi, il movimento punta il dito contro il metodo.
La nomina, si legge nella nota, sarebbe maturata «nell’ambito di un più ampio accordo politico» ma senza un adeguato confronto interno alla coalizione.
Il nodo, dunque, si sposta sul terreno politico: la mancanza di condivisione su una scelta considerata strategica per il futuro della gestione idrica calabrese.
«Non è stato avviato alcun confronto», denunciano, richiamando la necessità di rafforzare dialogo e collaborazione tra le forze che si preparano ad affrontare insieme le prossime elezioni comunali.
Un richiamo che pesa soprattutto alla luce del percorso unitario avviato con le primarie, indicato come impegno fondato su trasparenza e collegialità. Principi che, secondo Casa Riformista, in questa occasione sarebbero venuti meno.
Così, mentre l’Amministrazione comunale rivendica legittimità e solidità della scelta, nella maggioranza riaffiorano tensioni politiche che potrebbero incidere sugli equilibri futuri che, ricordiamolo, vedono candidato a sindaco per il centrosinistra dopo il passaggio delle primarie, proprio il sindaco facente funzioni Mimmetto Battaglia.
La nomina di Naccari, oltre il piano tecnico, si conferma quindi un passaggio tutt’altro che neutro: un banco di prova per la tenuta della coalizione (alle urne il prossimo 24 e 25 maggio) e per la gestione condivisa delle scelte strategiche sul territorio.
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