Marche

«Ora do fuoco a tutto»

ANCONA Vuole essere scortato in tribunale per assistere a un’udienza, ma il trasferimento viene bloccato. Allora lui, un detenuto tunisino di 32 anni, scatena il caos in cella. Prima minaccia di far esplodere tutto, dando fuoco a una bomboletta del gas. Poi affronta un agente con la lametta: «Ti taglio la faccia». Sono gli estremi, ricostruiti della procura, del putiferio scoppiato nel carcere di Montacuto il 2 febbraio del 2024. Per quell’episodio, il tunisino è finito sotto processo con l’accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

I fatti

Il dibattimento è partito davanti al giudice Tiziana Fancello, con l’audizione dei primi testimoni. Ovvero gli agenti della casa circondariale che erano riusciti a sventare il peggio. Tutto, stando a quanto ricostruito, sarebbe nato da un malinteso. In pratica, quel giorno il detenuto avrebbe dovuto raggiungere il tribunale di Parma per presenziare a un’udienza. Ma, alla fine, il trasferimento era saltato. Questo perché l’udienza aveva avuto un rinvio. Nonostante questo, il tunisino si sarebbe messo a fare il diavolo a quattro, pretendendo di parlare con il responsabile della Sorveglianza generale per chiedere chiarimenti. Non avrebbe utilizzato le buone, ma sarebbe ricorso alle minacce.

Almeno questo gli contesta la procura. Secondo quanto accertato, il 32enne aveva preso dalla cella una bomboletta a gas, un accendino e una forbicina, millantando di far esplodere tutto. «Buco la bomboletta e do fuoco, faccio un casino nella sezione. Poi voglio vedere come sale la Sorveglianza» avrebbe detto il detenuto.

L’arma

Non pago delle minacce, aveva anche impugnato una lametta avvicinandola al viso di un agente scelto, che aveva cercato in tutti i modi di farlo tornare alla calma. «Ti taglio la faccia, stasera non mangia nessuno. Ora vi faccio vedere io». Alla fine, il 32enne era stato disarmato e la relazione di quanto successo era finita in procura. Il detenuto è difeso dall’avvocato Mauro Saraceni e deve ancora essere sentito in aula. Prossima udienza fissata al 18 maggio.




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