Cabudanne de sos poetas, la polemica continua: “Il Comune ha ammesso la responsabilità ed è tornato indietro”
Seneghe
L’Associazione Perda Sonadora: “L’improcedibilità non è un torto, ma il risultato del nostro ricorso”
L’Associazione Perda Sonadora interviene con una nota dopo la recente sentenza del TAR Sardegna, smentendo la ricostruzione fornita dall’Amministrazione comunale di Seneghe. Secondo l’Associazione, la narrazione offerta dalla sindaca Albina Mereu non corrisponderebbe alla realtà dei fatti né alla sostanza giuridica della decisione dei giudici amministrativi.
L’Associazione esordisce contestando la lettura della sentenza, spiegando che l’esito del giudizio non è affatto una sconfitta per i titolari del marchio, ma la presa d’atto di un cambiamento avvenuto in corso d’opera.
“È opportuno notare che la sentenza del TAR parla di IMPROCEDIBILITÀ, motivata dal fatto che l’Amministrazione ha modificato la dicitura (Codice Locale di Progetto, CLP) contenente il riferimento al Cabudanne de sos Poetas prima che il TAR si pronunciasse. Questa era esattamente la richiesta contenuta nella diffida inviata dall’associazione Perda Sonadora. L’Amministrazione agisce facendo leva su un vizio amministrativo (senza il quale non sarebbe stato possibile modificare il CLP), appositamente per evitare che il TAR si pronunci condannando l’Amministrazione Comunale”.
“Il TAR non ha dato torto a Perda Sonadora”, affermano ancora dall’associazione, “ma è il Comune che ha implicitamente ammesso la propria responsabilità, tornando indietro sui propri passi e modificando gli atti. Il TAR mette anche in luce che ciò avrebbe potuto “risolversi amichevolmente”, senza ricorrere alle vie legali – se solo l’Amministrazione avesse dato seguito alla richiesta espressa dall’Associazione Perda Sonadora, proprietaria del marchio, a suo tempo e prima di costringere l’Associazione a ricorrervi”.
L’Associazione ricostruisce poi i passaggi che hanno portato allo scontro legale, a partire dalla determina del Segretario Comunale dello scorso 22 gennaio.
“In data 22/01/2026 il Segretario Comunale del Comune di Seneghe ha adottato la Determina n. 7, con la quale sono stati affidati alla società Ilisso Edizioni Srl servizi di progettazione e direzione scientifica per un totale di €108.379,00. In questi atti il progetto è esplicitamente identificato con il Codice Locale di Progetto 2.1_SENEGHE_CABUDANNEPOETAS. La denominazione del marchio dell’Associazione viene utilizzata per definire l’oggetto del servizio. Perda Sonadora ETS organizza il festival Cabudanne de sos Poetas dal 2005 e ne detiene il marchio, regolarmente registrato nel 2023”.
“In data 26/01/2026, l’associazione ha inviato via PEC una lettera di diffida invitando il Comune a provvedere alla rettifica immediata degli atti, a rimodulare le attività escludendo la nostra denominazione e a condividere i documenti amministrativi. A questa diffida non è seguita alcuna risposta da parte del Comune di Seneghe. Di conseguenza, abbiamo scelto di avviare un ricorso al TAR in data 20/02/2026”.
È a questo punto che, secondo Perda Sonadora, l’Amministrazione avrebbe accelerato i tempi per sanare la situazione prima della sentenza. “Quattro giorni dopo [il ricorso], il Comune di Seneghe ha richiesto al Ministero della Cultura l’autorizzazione alla variazione del CLP. Con determinazione n. 15 del 26/02/2026, il Comune ha rettificato la denominazione sostituendo la dicitura “2.1_SENEGHE_CABUDANNEPOETAS” con “2.1_SENEGHE_TRADIZIONECANTO”. Dopo la modifica, avvenuta senza attendere la pronuncia del TAR, il legale dell’associazione ha richiesto la cessazione della materia del contendere”.
L’Associazione chiarisce dunque il valore tecnico del pronunciamento dell’11 marzo: “È importante chiarire il significato del termine improcedibilità. Quella espressa dal TAR non equivale a una valutazione di infondatezza del ricorso, né esclude che la pretesa originaria fosse fondata. Al contrario, essa prende atto del fatto che l’interesse dell’associazione è venuto meno proprio perché, nelle more del giudizio, l’amministrazione ha modificato gli atti oggetto di contestazione. Il giudizio di improcedibilità del TAR conferma che il risultato perseguito con il ricorso è stato raggiunto”.
La polemica si sposta poi sulla gestione amministrativa ed economica della vicenda. L’Associazione non accetta che la questione venga derubricata a un semplice errore tecnico. “Il passaggio più significativo della sentenza sostiene che l’utilizzo del marchio registrato costituiva soltanto una denominazione usata ai fini della formalizzazione contabile. Il TAR riduce l’intera vicenda a un “mero equivoco” tecnico, ma proprio qui sta il punto centrale: se davvero si è trattato di una mera incomprensione formale, allora ci si deve domandare per quale ragione il Comune non abbia chiarito immediatamente la questione, senza costringere l’associazione ad agire in giudizio. Il tentativo di evitarlo c’è stato concretamente, ed è rimasto senza riscontro”.
“Il punto critico è che un’associazione è stata costretta a sostenere il costo di un avvocato a causa della mancata volontà o tempestività del Comune nel correggere un atto formalmente contestato. Questo aggrava la responsabilità dell’amministrazione anche sotto il profilo dell’uso delle risorse pubbliche, pari a € 11.495,95, per l’assistenza legale del Comune, in una vicenda che avrebbe potuto essere chiusa prima e senza processo”.
In chiusura, Perda Sonadora rigetta le accuse di scarsa correttezza, ribadendo che la responsabilità politica e morale ricade interamente sulla giunta: “La “trasparenza e correttezza” cui fa riferimento la nota sono contraddette dalle azioni reali: mancanza di comunicazione e assenza riscontro fino a quando non ci si trova davanti alla citazione in giudizio. Se l’amministrazione fosse stata davvero convinta della piena correttezza del proprio operato, avrebbe difeso fino in fondo la propria scelta, senza annullare l’atto dopo la proposizione del ricorso. Questo rappresenta un indizio fortissimo del fatto che un problema reale esisteva. L’amministrazione non ha agito quando avrebbe dovuto, e ha costretto altri a sostenere un costo economico e umano che poteva essere evitato”.
Nonostante lo scontro, l’Associazione conferma il proprio impegno culturale: “Ci vediamo al Cabudanne de sos Poetas 2026 dal 25 agosto al 6 settembre”.
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Lunedì, 23 marzo 2026
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