Tariffe scuole materne, alleanza tra Comuni: oggi il presidio dei genitori sotto il Municipio – Bolzano
BOLZANO. «Abbiamo intenzione di muoverci con i Comuni di Merano e Laives: andremo in Provincia a chiedere di rivedere gli aumenti delle tariffe del tempo prolungato delle scuole dell’infanzia. Devono capire che nei centri più grandi le famiglie hanno bisogno di questo servizio per conciliare figli e lavoro. Non possono scaricare sui Comuni l’incremento delle tariffe deciso proprio a Palazzo Widmann». Il sindaco Claudio Corrarati ha deciso di stringere un’alleanza con il Comune di Merano e con quello di Laives, per cercare di convincere la Provincia a tornare sui propri passi. «Sono convinta – dice fiduciosa l’assessora meranese Antonella Costanzo – che, sedendoci ad un tavolo, riusciremo a trovare un accordo con la Provincia. A Merano abbiamo due sezioni tedesche e una italiana che fanno il tempo pieno. Un servizio sempre più richiesto dalle famiglie».
Gli aumenti All’origine della contestazione, che sta mobilitando i genitori, c’è che da settembre le famiglie che scelgono il tempo prolungato invece dell’attuale quota fissa di 102 euro al mese; ne pagheranno 160 (57% in più). Questo perché la Provincia ha introdotto un nuovo sistema di calcolo che prevede dai 4 ai 5 euro per ciascun pomeriggio, in aggiunta agli 81 euro al mese previsti per il tempo normale. Una batosta per le famiglie che si tradurrebbe in un aggravio di 60 euro mensili e 540 euro all’anno. Il vicepresidente della Provincia Marco Galateo aveva promesso che gli aumenti sarebbero stati rivisti, ma alla fine la giunta, nella seduta di venerdì, ha rimandato la patata bollente ai Comuni, invitandoli ad alleggerire il peso sulle famiglie, riducendo la tariffa dell’orario normale che è di 81 euro al mese (attualmente 78 euro). A cui si aggiungono i 4 o 5 euro, per ogni pomeriggio.
La protesta delle famiglie Delusi dalla decisione della Provincia, i genitori dei bambini delle scuole Quirein”, Città dei Bambini, Dante Alighieri, Casa del Bosco, Bambi, Raggio di sole, La Fiaba, sono pronti a tornare in piazza martedì (oggi, ndr): alle 17.30 organizzeranno un presidio pubblico in piazza Municipio, visto che quella sera in consiglio si discuterà proprio delle tariffe delle scuole dell’infanzia.In una nota esprimono “forte preoccupazione e contrarietà rispetto all’aumento delle tariffe per l’orario prolungato della scuola dell’infanzia. Nonostante le promesse politiche fatte nei giorni scorsi, la giunta provinciale, venerdì, ha confermato il contenuto della precedente delibera ed ha demandato ai Comuni la decisione se intervenire o meno sulle tariffe, spostando quindi a livello locale ogni responsabilità”.«Troviamo incomprensibile – si legge ancora nella nota – come la giunta provinciale possa aver basato, come da loro dichiarato, la decisione su una valutazione di impatto economico e sociale sulle famiglie e sulle donne lavoratrici. Viene spontaneo chiedersi come possa essere stato ritenuto sostenibile un aumento che, nei fatti, può arrivare fino al 57%. Gli assessori dovrebbero spiegare come siano stati adeguatamente valutati gli effetti di tali decisioni sulle politiche di pari opportunità e sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro: una valutazione che, alla luce delle conseguenze concrete, appare quantomeno discutibile».Di qui la richiesta di rivedere la decisione e aprire un confronto con le famiglie, “affinché le politiche educative e di conciliazione famiglia/lavoro siano coerenti con gli obiettivi dichiarati nel Programma di governo della giunta provinciale”.
I Verdi Una richiesta analoga arriva da Chiara Rabini, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale che per prima aveva sollevato il problema. «In una città come Bolzano, dove il caro vita e il caro casa colpiscono soprattutto le giovani famiglie, questo aumento pesa sul ceto medio e su chi non può contare su una rete familiare per l’assistenza dei figli».La consigliera evidenzia inoltre come “non sia stato rafforzato il sistema di agevolazioni per il secondo e terzo figlio, fermo a soli 10 euro”.I Verdi tornano dunque a chiedere il ritiro delle delibere e degli aumenti previsti da Provincia e Comune e l’apertura di un confronto con famiglie e scuole.La discussione richiesta dai Verdi il 5 marzo in consiglio comunale è stata rinviata a martedì 24 marzo; «Sarà l’occasione – auspica Rabini – per capire se la giunta comunale di Bolzano vorrà accollarsi una quota o tutti i maggiori costi imposti dalla giunta provinciale per non gravare sulle famiglie. A.M.




