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Roma e le Olimpiadi, ecco perché Buonfiglio ci crede…


Eletto presidente del Coni il 26 giugno dello scorso anno, dopo tre mandati di Giovanni Malagò, Luciano Buonfiglio il giorno dopo si era messo subito al lavoro. Non poche le cose da fare, nell’immediato e anche a gioco medio-lungo. Ma il progetto vero, forse il sogno, è soprattutto la candidatura di Roma alle prossime Olimpiadi estive, 2036 e 2040 le prime “finestre” disponibili.

Buonfiglio è uomo pratico, di forte esperienza e buon senso, ma ci crede. Anche perché i Giochi di Milano-Cortina 2026, al di là degli strepitosi risultati sportivi, hanno dimostrato la capacità organizzativa, riconosciuta a pieno titolo anche dal Cio. “Gli italiani vogliono essere protagonisti” anche in futuro: Buonfiglio ne è convinto. Un sondaggio dell’Istituto Piepoli dopo i Giochi invernali ha rivelato infatti come è stato “rafforzato il sentimento di orgoglio nei confronti dell’Italia” del 66 per cento, e particolarmente orgogliosi sono stati i giovani fra i 25 e i 34 anni (percentuale del 70 per cento).

Perché non provare allora a lanciare nella mischia mondiale anche Roma? Bisogna tenere conto che sono tempi difficilissimi ma per fortuna c’è ancora un margine di tempo per poter decidere: dopo le elezioni politiche e amministrative del prossimo anno, bisognerà però uscire allo scoperto, almeno con una manifestazione di interessi da presentare al Cio. Buonfiglio conosce bene le regole: è il Coni che detta la carte. E’ il Coni che decide che la città candidata è (solo) Roma, per tanti motivi, anche perché ha già gli impianti (molti, non tutti).

Poi si potrà anche decidere se qualche gara si farà altrove (Venezia, Napoli, Sardegna). Olimpiade diffusa insomma ma non troppo, sulla falsariga di quella invernale, elogiata in tutto il mondo. E Buonfiglio sa anche che fondamentale sarà, nel momento dello scesa in campo, il gioco di squadra fra Coni e governo, decisivo anche nei Giochi da poco conclusi. Il n.1 del Coni ha ottimi rapporti col ministro Andrea Abodi. Ci vorrà un dossier fortissimo (la Germania è già un passo avanti) e poi l’appoggio del membro Cio, Giovanni Malagò, perchè bisognerà trovare i voti. Un anno di tempo per far sì che il sogno diventi un bid, una vera candidatura.

Da decidere prima sono i Giochi del Mediterraneo previsti a Taranto e in Puglia dal 21 agosto al 3 settembre di quest’anno. Complicato di questi tempi ospitare su una nave da crociera le delegazioni di Libano, Turchia, Siria, Cipro, Libia, eccetera (Israele e Palestina non partecipano). Il 26 e 27 aprile summit a Bari. Il Coni ha fatto la sua parte, convincendo le Federazioni a partecipare con buone delegazioni. Ora tocca al governo decidere se fare slittare l’evento al prossimo anno: ma forse sarebbe considerata una resa, sono già stati spesi molti soldi e la premier Meloni ci tiene molto al piano Mattei per l’Africa. Si prenderà tempo, sperando che la guerra finisca…


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