segnali contrastanti per Rimini. “Serve cambiare modello”

Un territorio che tiene, ma che deve cambiare passo per affrontare le sfide globali. È il quadro che emerge dal Rapporto sull’Economia presentato dalla Camera di commercio della Romagna, nel corso dell’incontro annuale ospitato nella sede di Forlì. L’appuntamento, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, si è confermato un momento centrale di analisi per il sistema produttivo locale, soprattutto in un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica e nuove tensioni economiche. Non a caso il titolo scelto per questa edizione, “Abbiamo sempre fatto così… Sfidare il presente per costruire il futuro”, richiama la necessità di superare modelli consolidati e puntare con decisione su innovazione e cambiamento.
Al dibattito hanno partecipato numerosi esperti e rappresentanti del mondo accademico ed economico, tra cui Roberto Viola (Commissione Europea), Maria Chiara Carrozza (Università Milano-Bicocca), Francesco Billari (Università Bocconi) e Dario Fabbri (Domino), con la conclusione affidata al vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla.
“L’inerzia oggi è un lusso che non possiamo più permetterci – ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Carlo Battistini -. Dobbiamo governare il cambiamento e non subirlo, in uno scenario segnato da quella che possiamo definire una ‘policrisi’, tra frammentazione geoeconomica, costi energetici e sicurezza”.
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Nel 2025, infatti, il sistema economico romagnolo ha mostrato una sostanziale tenuta, pur all’interno di un quadro di stagnazione condiviso a livello nazionale. Il messaggio, secondo Battistini, è chiaro: “Siamo competitivi perché lavoriamo molto, ma dobbiamo imparare a lavorare meglio”.
Per il territorio riminese, in particolare, emergono segnali contrastanti. Da un lato si registrano difficoltà diffuse, dall’altro alcuni elementi positivi in prospettiva. Tra i dati principali: calo delle imprese attive, flessione nelle costruzioni, nel commercio e nelle esportazioni, oltre a un andamento negativo del manifatturiero per quattro trimestri consecutivi. In contrazione anche il mercato ittico e i prestiti alle imprese.
Non mancano però indicatori incoraggianti: crescono turismo e trasporti, con aumento di arrivi e presenze e buoni risultati per traffico autostradale e aeroportuale. Positivo anche il mercato del lavoro, con aumento dell’occupazione e riduzione della disoccupazione.
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Le previsioni indicano una crescita moderata: +0,6% del valore aggiunto nel 2025 e +0,9% nel 2026, dati leggermente superiori alla media regionale e nazionale.
La sfida, dunque, resta quella di rafforzare la competitività puntando su innovazione, tecnologia e formazione. “La nostalgia non è una strategia – conclude Battistini –. Serve costruire alleanze e investire in qualità, per evitare una competizione basata solo sui costi e non sul valore”.
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