Lazio

insulti e minacce dopo il sostegno al “Sì”

Il voto ha già emesso il suo verdetto, ma a Roma il clima resta incandescente. Non sono i numeri del referendum a infiammare il dibattito, bensì una nuova tempesta mediatica che si consuma online.

Al centro della polemica finisce Pierluigi Diaco, travolto da una valanga di insulti dopo aver dichiarato pubblicamente il proprio sostegno al “Sì”.

Nel giro di poche ore, i social si sono trasformati in un’arena. Sotto i post che rilanciavano le sue dichiarazioni, sono comparsi commenti offensivi, attacchi personali, espressioni omofobe e persino minacce velate.

Una reazione sproporzionata che, secondo molti osservatori, racconta un clima sempre più polarizzato anche nel dibattito pubblico digitale.

La scelta del silenzio

Di fronte alla bufera, Diaco ha scelto una linea netta: nessuna replica diretta agli haters. Interpellato dall’Adnkronos, il conduttore ha tagliato corto:

“Non commento i social. Che dicano quello che vogliono. Io ho detto pubblicamente la mia con educazione”.

Una posizione che punta a non alimentare ulteriormente lo scontro, ma che non è bastata a spegnere le polemiche.

La politica si schiera

A difesa del giornalista è intervenuta la consigliera capitolina Rachele Mussolini, che ha denunciato con forza quanto accaduto.

“I gravi e violenti attacchi perpetrati via social ai danni di Pierluigi Diaco sono l’ennesima testimonianza di come, per alcuni, la democrazia sia un concetto a corrente alternata da interpretare a convenienza.

Secondo i suoi detrattori, infatti, Diaco si sarebbe macchiato di ‘lesa maestà’ per il solo fatto di aver esternato pubblicamente il suo sostegno al sì, esattamente come hanno fatto in precedenza molti suoi colleghi a favore del no.

Offese, insulti a sfondo omofobo, addirittura minacce di morte: un’aggressione inconcepibile e inaccettabile che nè i sostenitori del no nè, più in generale, la sinistra hanno ritenuto opportuno condannare con la fermezza e la severità che l’episodio richiedeva.

A Pierluigi Diaco, attaccato in maniera vile e violenta sul piano personale e affettivo, va la mia più totale solidarietà, così come quella dei tanti colleghi di centro-destra che si sono già espressi sulla vicenda. Testimonianze, le nostre, che spero possano fungere da ‘apripista’ per lavorare, con maggior impegno e convinzione, su determinati temi come l’omotransfobia e il rispetto dei diritti e della libertà di pensiero altrui”.

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