Lazio

la sfida si sposta a Bruxelles

A Roma, il dibattito sulle periferie si accende ancora una volta attorno a un nodo antico quanto controverso: la Direttiva Bolkestein e il futuro dei mercati ambulanti.

Sono 12.000 gli ambulanti della Capitale che temono per la propria sopravvivenza economica, mentre la sfida non si gioca più solo tra banchi e furgoni, ma nelle aule istituzionali di Bruxelles.

Il fulcro della contesa è un numero: 18.000. Sono le concessioni che il Comune di Roma si prepara a mettere a bando, secondo l’interpretazione più rigorosa della normativa europea, che sancisce la libera concorrenza per le risorse pubbliche scarse.

Una mossa che ha acceso il fronte sindacale, con Ana Ugl in prima fila, e trovato un’alleata di peso nella vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picerno (PD), pronta a sollevare il tema con Bruxelles.

Posteggi “scarsi” o realmente disponibili?

Gli ambulanti contestano l’applicazione della direttiva: secondo loro, i posteggi liberi non mancano. Dopo la pandemia, molte licenze sono state restituite e attività storiche hanno chiuso, lasciando spazi vuoti in città.

Senza un censimento ufficiale e aggiornato, la mossa del Campidoglio rischia di apparire come un atto precauzionale privo di basi certe, secondo quanto sottolineato dall’interrogazione di Picerno.

Il Comune tra riforma e ricorsi

L’Assessorato alle Attività Produttive lavora da oltre due anni al nuovo Piano del Commercio: l’obiettivo è ridisegnare la mappa dei banchi, regolarizzando le postazioni e ripulendo i mercati dal degrado. Ma il cammino non è privo di ostacoli.

Ana Ugl ha già impugnato la memoria di giunta, sostenendo che il bando violerebbe il diritto costituzionale al lavoro. Allo stesso tempo, Bruxelles potrebbe chiedere un censimento preventivo, rallentando il processo per mesi, se non per anni.

La voce degli ambulanti

“Non si può mettere a gara la vita di 12.000 famiglie senza sapere quanti posti liberi ci siano davvero”, affermano i rappresentanti sindacali. La linea è chiara: se i posteggi sono più dei richiedenti, non c’è alcuna necessità di gara e le concessioni esistenti possono essere rinnovate senza stravolgere la situazione attuale.

Uno scontro politico e legale incombente

Il futuro dei mercati di Roma resta appeso tra la volontà di riforma del Campidoglio e le garanzie richieste dall’Europa.

Per il sindaco Gualtieri, un eventuale intervento della Commissione potrebbe aprire un fronte complesso e delicato, proprio nel pieno della campagna elettorale, trasformando la questione degli ambulanti in uno dei dossier più caldi della Capitale.

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