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Iran: chi è Ghalibaf, l’interlocutore degli Usa

Secondo fonti israeliane è Mohammad Bagher Ghalibaf, il potente presidente del Parlamento iraniano (Majlis), l’interlocutore degli americani nei negoziati annunciati dal capo della Casa Bianca, Donald Trump. Se fosse confermato, sarebbe il coronamento del sogno di una vita. Figura di spicco dell’establishment della Repubblica islamica, vicino all’attuale Guida Suprema Mojtaba Khamenei e ai Guardiani della Rivoluzione (Irgc), Ghalibaf da tempo cerca di arrivare ai vertici del regime: ha tentato quattro volte di essere eletto presidente e per questo è noto anche come «l’eterno candidato».

Classe 1961, coinvolto in diversi scandali per corruzione, ha governato da primo cittadino Teheran per 12 anni, ma soprattutto è stato comandante dei Pasdaran durante la guerra Iran-Iraq negli Anni ’80 e capo della polizia. In quest’ultimo ruolo si è vantato di aver picchiato i manifestanti con bastoni di legno nel 1999 e di aver ordinato agli agenti di sparare sulla folla durante le proteste del 2003 nelle università.

Pilota qualificato, sostiene di saper guidare anche aerei di linea di grandi dimensioni. Da veterano dell’Irgc ha rapporti con la cerchia ristretta della defunta Guida Suprema, Ali Khamenei, e avrebbe contribuito a imporre il nome di suo figlio, Mojtaba, come nuovo leader del Paese.

Con l’uccisione dei vertici del regime nella guerra sferrata all’Iran da Usa e Israele è emerso come la figura politica di più alto profilo nel Paese, con forti legami trasversali alle diverse fazioni e istituzioni del sistema.

Presidente del Majlis dal 2020, ha sostenuto a tratti riforme economiche, pur rimanendo in linea con le istituzioni fondanti della Repubblica islamica. «Probabilmente l’uomo più potente dell’Iran ora è Ghalibaf», ha affermato Arash Azizi, docente all’Università di Yale, descrivendolo come «una figura rara il cui ruolo spazia tra le funzioni militari, di sicurezza e politiche del regime».

Mentre Mojtaba Khamenei non è apparso in pubblico e ha rilasciato solo tre dichiarazioni scritte, Ghalibaf ha pubblicato regolarmente post su X e rilasciato numerose interviste: ha previsto che la guerra avrebbe ridisegnato il Medio Oriente, ma non alle condizioni di Washington. «L’ordine qui cambierà, ma non sarà un ordine in cui prevarrà la volontà degli Stati Uniti», ha avvertito secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim.


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