L’Inter si è fermata, Milan e Napoli credono alla rimonta. Cosa succede alla squadra di Chivu
FIRENZE – In casa Inter sale l’ansia scudetto. Il pareggio per 1-1 contro la Fiorentina, subito in rimonta nel finale, ripresenta al mondo nerazzurro il fantasma del tricolore perso all’ultimo. È successo nella stagione 2021-2022 contro il Milan e di nuovo l’anno scorso contro il Napoli. Rossoneri e azzurri sono di nuovo entrambi lì ad aspettare il prossimo passo falso della squadra di Cristian Chivu, che non vince da quattro giornate.


Il rallentamento prima della sosta
Allo 0-0 contro il Como in Coppa Italia sono seguiti, in campionato, la sconfitta nel derby, il pareggio con l’Atalanta a San Siro e il pari di Firenze. Un ruolino di marcia tutt’altro che esaltante se si considera che l’Inter rientrerà dalla sosta per le nazionali con sei punti di vantaggio sul Milan, sette sul Napoli, e otto gare ancora da giocare. Se i nerazzurri non cambieranno ritmo, è probabile che una delle due inseguitrici possa ricucire le distanze.
Una squadra che non chiude le partite
Questa Inter manca del carattere necessario a ribaltare le partite quando va in svantaggio, come ha dimostrato in molti dei big match stagionali fra campionato e Champions League. Al tempo stesso non ha nemmeno la concentrazione per chiudere le partite quando è la prima a segnare. Da questo punto di vista, la sfida del Franchi è stata esemplare: gol di Pio Esposito dopo 38 secondi, poi un’ora e mezza nel tentativo di farsi bastare quel risultato, fino alla rete subita nel finale.
I minuti più pericolosi
Proprio l’ultimo quarto d’ora delle gare per l’Inter è una vera e propria trappola: il 38% delle reti subite in campionato dai nerazzurri è arrivato fra il 76º e il 90º minuto. Un’enormità. Un altro momento molto delicato sono gli ultimi 15 minuti del primo tempo: un gol su cinque l’Inter lo ha incassato proprio in questa porzione di partita. Cali probabilmente non casuali, indici di una tenuta atletica precaria.


Il lavoro di Chivu e il peso di Lautaro
Sono tante le cose su cui Cristian Chivu e il suo vice Aleksandar Kolarov, che lo ha sostituito in panchina a Firenze causa squalifica, dovranno lavorare. Ma probabilmente chi più di tutti dovrà cercare di dare la sveglia ai compagni è Lautaro Martínez, la cui assenza sta pesando moltissimo in questa fase del campionato. Senza il capitano, l’Inter si perde. A partire dal suo compagno d’area Marcus Thuram, che sta vivendo le settimane più difficili da quando è in nerazzurro.
Un dubbio che mina la sicurezza
Il capitano nerazzurro sembra essere l’unica persona, dentro o fuori dal campo, a dare davvero motivazioni a un gruppo che negli anni ha vinto, certo, ma non quanto probabilmente avrebbe meritato in base ai valori di partenza. Ed è uno dei pensieri che mina la sicurezza dell’Inter, ancora capolista ma non più al sicuro. E se il rischio di non vincere il campionato appariva sopportabili in stagioni caratterizzate da un buon percorso in Champions, quest’anno il ragionamento non vale. Dopo l’eliminazione ai play-off col Bodo-Glimt, è chiaro a tutti alla Pinetina come l’obiettivo debba essere lo scudetto numero 21.




