Referendum, l’affluenza in Sicilia alle 23 è di oltre il 35 per cento
L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia supera il 45% alle ore 23: è il dato più alto mai registrato in un referendum in due giorni. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Con il 53%, l’Emilia Romagna si conferma in testa.
In Sicilia affluenza oltre il 35%
Cresce l’affluenza in Sicilia per il referendum costituzionale in corso. Alle ore 23 di oggi, domenica 22 marzo, ha votato il 35,13% degli aventi diritto, secondo i dati ufficiali aggiornati dal portale Eligendo del Ministero dell’Interno.
A livello provinciale, la percentuale più alta si registra a Messina, dove ha votato il 37% degli elettori. Seguono Palermo 36,27%; Ragusa 35,94%; Catania 35,37%; Trapani 34,47%; Siracusa col 33,84%; Enna 32,85%; Agrigento 31%. Fanalino di coda Caltanissetta con il 29,61%.
Il racconto della giornata: boom alle urne
Fra pronostici e scongiuri, è il boom dell’affluenza a dare una prima indicazione sul referendum: alle 19, il dato era al 38,9%, quasi 10 punti in più rispetto 29,7% del 2020 per la consultazione sul taglio dei parlamentari che, come quella in corso, era spalmata su domenica e lunedì e di carattere costituzionale, quindi senza quorum.
Dati record: volano Toscana e Emilia Romagna
Ma gli archivi dicono di più: stavolta, la percentuale dei votanti ha superato quella di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni. Nei comitati e nelle stanze dei partiti hanno cominciato a fare i conti. Per esempio: finché sono stati disponibili, con alta affluenza i sondaggi indicavano un tendenziale vantaggio dei «Sì». Sul podio delle regioni con più partecipazione alle urne, però, ci sono l’Emilia Romagna (46,3%) e la Toscana (44,7%), storicamente «rosse» e quindi associate al «No». In mezzo a loro, la Lombardia (45%), guidata dal centrodestra.
Per i sondaggisti situazione «imprevedibile»
«Il senatore Lega Claudio Borghi ha avvertito: «Non farsi fuorviare dai sondaggi che girano. Sono fatti con metodi che nemmeno il pendolino di Mosca… quindi non crediate che sia fatta». Per i sondaggisti di Youtrend la situazione è «imprevedibile». Una considerazione è però condivisa: con un’affluenza così alta, non si potranno sminuire le conseguenze politiche del voto: da una parte, una bocciatura o un rafforzamento del governo. E dall’altra un faro di vittoria per le prossime politiche o un macigno sulla strada del campo largo.
Tamtam social
La giornata di attesa è stata scandita dalle foto sui social dei politici alle urne e da qualche polemica nei seggi elettorali. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato all’una a Palermo.
Hanno già fatto il loro dovere di elettori anche i leader di partito: il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a Roma in serata, di ritorno dal funerale di Umberto Bossi a Pontida. L’altro vicepremier e segretario di Fi Antonio Tajani a Fiuggi nel pomeriggio, mentre la presidente del consiglio Giorgia Meloni voterà poche ore prima della chiusura dei seggi.
La segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte si sono presentati al seggio in mattinata a Roma. In qualche post, i politici hanno lambito il confine del silenzio elettorale. Lo ha fatto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha pubblicato una sua foto al seggio con scritto: «Sì, ho votato». Idem il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: «Avete votato? Io sì».
Marina Berlusconi: occasione importante
Marina Berlusconi ha votato a Milano, nel primo pomeriggio: «È un’occasione che non possiamo farci sfuggire – ha detto – la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il Sì per un’Italia civile democratica e moderna».
Non sono mancate le polemiche
Qualche immancabile polemica qua e là. A Garlasco, in provincia di Pavia, «la notte prima del silenzio elettorale – hanno denunciato Pd, M5s, Avs e i comitato per il No – sono stati strappati tutti i manifesti del No. Un vergognoso episodio».
Mentre il segretario campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha annunciato un esposto perché a Napoli sarebbero stati usati «pulmini del Comune per i disabili per portare la gente a votare No al referendum» come dimostrerebbe «un video in cui l’assessore alle Politiche sociali della Terza Municipalità, Teresa Esposito, racconta di stare utilizzando quei mezzi per accompagnare cittadini al voto».
Il M5s ha invece parlato di «propaganda illegale nei seggi umbri, dove i rappresentanti di lista di FdI espongono distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì».
Mentre il senatore di Iv, Ivan Scalfarotto, ha annotato un segno di progresso: «Nei seggi abbiamo visto per la prima volta gli elettori non più divisi tra maschi e femmine ma secondo l’ordine alfabetico. Può sembrare una piccola novità, è un grande gesto di civiltà». L’elettrice probabilmente più anziana è di Cascina, nel Pisano: la signora Valli Morganti, di anni 104.
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