Sardegna verso l’Unesco fa tappa a Oristano: “Dal passato la scrittura di un nuovo futuro”
Oristano
Presentato il progetto per il riconoscimento internazionale di tutela di 32 nuraghi
Ha toccato la città Oristano il tour promosso dall’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”. Nella affollata sala conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni, Pierpaolo Vargiu, presidente dell’associazione, ha illustrato le finalità e le iniziative con cui si intende sostenere la candidatura al riconoscimento dell’Unesco di 32 siti nuragici distribuiti in tutta la Sardegna.
“Si tratta di una piccola parte degli oltre 10000 nuraghi oggi censiti nell’isola- ha spiegato Vargiu- ma capace di coinvolgere e produrre ricadute positive in tutti i 377 comuni della Sardegna”.
Il progetto, a cui l’associazione lavora da oltre un anno, non mira solo ad ottenere il pur importante riconoscimento dell’Unesco, è stato ricordato, ma si propone di rappresentare uno stimolo importante allo sviluppo economico e sociale dell’isola, in un momento di grande difficoltà dei settori portanti dell’economia dell’isola.
Un concetto sviluppato da Raffaele Paci, professore di Economia dell’Università di Cagliari, che nel suo intervento ha affrontato il legame tra cultura, territorio e sviluppo: “Il patrimonio nuragico, con la sua storia di oltre 3000 anni, rappresenta per la Sardegna una enorme ricchezza – ha affermato Paci – purtroppo ancora poco conosciuta e apprezzata fuori dall’isola. Dalla conoscenza e valorizzazione di questi monumenti unici al mondo, possono derivare invece importanti occasioni di sviluppo e di crescita dei diversi settori produttivi, turismo e agricoltura in particolare”.
Da qui l’esortazione perchè la popolazione sarda sia impegnata a custodire e amare la civiltà nuragica come parte essenziale della propria identità, e come patrimonio da contribuire a valorizzare con visione e consapevolezza.
L’incontro rientra nel ciclo di conferenze promosse dall’associazione La Sardegna verso l’Unesco, che nel 2026 prevede 32 incontri in 13 città, con 38 relatori e il coinvolgimento di 119 associazioni.
Altri due gli appuntamenti previsti a Oristano, sempre nell’Hospitalis Sant’Antoni. Quello del 2 aprile, vedrà la partecipazione di Gianfranco Cocco, socio dell’Associazione, Attilio Mastino, già professore di Storia Romana e già Rettore dell’Università di Sassari, nonché presidente della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine, e Raimondo Zucca, già professore di Archeologia dell’Università di Sassari e presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Mont’e Prama. Il tema sarà “La civiltà nuragica vista dagli Antichi: Dedalo e altre storie”.
L’ultimo appuntamento, il 16 aprile proporrà “Un incontro tra popoli: Nuragici e Fenici nell’Oristanese”, con Antonello Sanna, socio dell’Associazione, e Carla Del Vais, professoressa di Archeologia Fenicio-Punica all’UniCa e direttrice dell’Antiquarium Arborense, per offrire analisi e spunti di riflessione sul territorio.

Domenica, 22 marzo 2026
©Riproduzione riservata
Source link




