Cultura

Ora Cogan – Hard Hearted Woman: L’amore pagano :: Le Recensioni di OndaRock

Ci sono voluti venti anni e nove album per emanciparsi da artista di culto a protagonista della scena musicale canadese. Un costante flusso di idee dalle connotazioni anti-folk, minimali, eteree, oscure. Dopo l’eccellente album “Formless” del 2023, Ora Cogan ha conquistato un posto in quel mondo ultraterreno dove la fragilità della musica folk, l’energia della musica country-rock e le grevi tonalità del black metal si fondono senza che le matrici creative si manifestino apertamente.

Nel primo album per Sacred Bones, “Hard Hearted Woman”, l’artista di Vancouver si destreggia abilmente tra languori country con tanto di steel guitar (“Love You Better”), incantesimi e stregonerie che sembrano sfuggite da un demotape di Kate Bush (“River Rise”) e ipnotici e spettrali groove elettronici, a metà strada tra kraut-rock e Joy Division (“Division”).
E’ un’allegorica rappresentazione del malessere contemporaneo, quella che Ora Cogan mette in scena in quest’algido ma evocativo decimo album, tra fluide ballate folk-psych (“Honey”), citazioni d’antan (le curiose assonanze con “Mrs Robinson” di Simon & Garfunkel nella sensuale “The Smoke”) e ballate che pian piano si tingono di echi dark-noir e riverberi shoegaze (“Bury Me”).

“Hard Hearted Woman” è un disco amabilmente inquieto. La voce di Ora Cogan è seducentemente diabolica al pari di Marissa Nadler (“Believe In The Devil”), pronta altresì a cimentarsi con effusioni jazz nella spirituale “Outgrowing” o perfino blues nella splendida pagina finale di “Too Late”. Il decimo album dell’artista canadese è un canto d’amore pagano che dialoga con l’ineffabile caducità della nostra esistenza.

21/03/2026




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »