Referendum Giustizia, scatta il silenzio elettorale: seggi aperti domenica e lunedì – Cagliaripad.it
Gli elettori italiani sono chiamati alle urne, nelle giornate di domenica 22 (dalle ore 7:00 alle 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle ore 7:00 alle 15:00), per esprimersi sulla riforma costituzionale riguardante l’ordinamento della Magistratura. In queste ore è scattato il silenzio elettorale in vista delle votazioni che si terranno nei prossimi due giorni.
Il quesito referendario (di tipo confermativo, non sarà necessario il raggiungimento del quorum), pur citando una serie tecnica di articoli (dall’87 al 110), si concentra sull’organizzazione del sistema giudiziario.
La separazione delle carriere
È il punto più discusso: l’obiettivo è distinguere nettamente chi accusa (Pubblico Ministero) da chi giudica (Giudice). Attualmente, pur con i limiti della riforma del 2022, il passaggio da una funzione all’altra è possibile.
I sostenitori del Sì invocano il principio del “giusto processo”, sostenendo che arbitro (giudice) e giocatore (accusa) non debbano appartenere alla stessa “squadra” professionale per garantire la massima imparzialità.
I sostenitori del No temono che un PM isolato dai giudici perda la cultura della giurisdizione, rischiando di essere meno attento all’oggettività delle prove.
Lo sdoppiamento del CSM e il sorteggio
La riforma prevede la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i PM. La novità è il metodo di selezione: i componenti verrebbero scelti tramite sorteggio.
Per il Sì, il sorteggio è l’unico modo per abbattere il “potere delle correnti” interne che influenzano le nomine.
Per il No, il sorteggio svilisce la rappresentanza democratica dei magistrati e indebolisce l’indipendenza dell’organo di autogoverno dal potere politico.
L’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare
Oggi le sanzioni ai magistrati sono decise da una sezione del CSM. La riforma propone un’Alta Corte esterna, composta da 15 membri (giuristi nominati dal Colle, membri scelti dal Parlamento e magistrati sorteggiati).
I fautori promettono maggiore severità e terzietà nei giudizi disciplinari.
I critici ricordano che l’attuale sistema è già rigoroso: tra il 2010 e il 2025 il 46% dei processi disciplinari (circa 42 condanne l’anno) si è concluso con una sanzione, rendendo superflua una nuova sovrastruttura.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it
Source link






