Piemonte

Torino diventa hub europeo per la lotta a corruzione e criminalità organizzata

TORINO – Torino ospita la prima rete europea di enti locali dedicata alla promozione della trasparenza, dell’integrità e del contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata. L’iniziativa, nata nell’ambito del progetto Act Now – Active Citizens Together Now, finanziato dall’Unione Europea tramite l’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), punta a creare un sistema stabile di collaborazione e scambio di buone pratiche tra città di diversi Stati membri dell’UE.

Nella Sala Bobbio del Palazzo dell’ex Curia Maxima, si è svolta la conferenza finale del progetto, intitolata “Strengthen antifraud and anticorruption system at European Local Municipalities level”. Dopo tappe a Torino, Bari, Palermo, Padova e Roma, che hanno coinvolto oltre 400 tra dirigenti, funzionari e amministratori pubblici e 50 relatori, Torino torna al centro della scena come città capofila della rete europea.

Un documento condiviso per creare una rete europea

Durante il convegno, che ha visto la partecipazione di alti rappresentanti politici e dirigenti pubblici da tutta Europa, è stato elaborato un documento condiviso che sarà diffuso nelle prossime settimane. L’obiettivo è delineare un percorso partecipato di costruzione di una rete di amministrazioni locali europee, coinvolgendo anche esperti qualificati.

“La formazione e l’informazione sui rischi sono fondamentali – ha sottolineato l’assessore alla Legalità e Sicurezza della Città di Torino, Marco Porcedda –. Torino diventa punto di partenza per una rete europea che promuove conoscenza e sensibilizzazione su antifrode, trasparenza e contrasto alla corruzione. La collaborazione internazionale permette di conoscere best practice utili e rafforza la capacità delle amministrazioni di intercettare segnali di rischio anche nelle pratiche quotidiane”.

Obiettivi concreti per la prevenzione

Tra gli obiettivi della rete: ridurre il numero di comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, contrastare la crescita del Pil dell’economia criminale e gestire in maniera più efficace i beni confiscati grazie alla prevenzione. Tra le proposte concrete:

  • Diffondere e promuovere tra gli amministratori la consultazione e l’adozione della Carta di Avviso Pubblico, riconosciuta come best practice dall’UE;
  • Rafforzare competenze e processi nelle pubbliche amministrazioni per individuare indicatori di anomalia e segnali di allerta, anche su operazioni finanziarie sospette;
  • Consolidare le comunità e le reti tra enti locali attraverso gemellaggi e scambi di esperienze;
  • Integrare politiche di sicurezza con strumenti di prevenzione economico-amministrativa, coinvolgendo attori economici, sociali, professionisti e imprese.

Il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, ha ricordato i numeri che rendono urgente questo lavoro: “Dal 1991 sono stati 404 i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Nel 2025, le operazioni finanziarie sospette hanno raggiunto quota 160.000, con oltre 23.000 beni sequestrati o confiscati e 197 miliardi di economia sommersa e illegale. Gli enti locali rappresentano una vera frontiera di interesse per la prevenzione”.

Focus sul Piemonte e Torino

Dati locali confermano la necessità di interventi mirati. In Piemonte, negli ultimi 15 anni, Avviso Pubblico ha censito 167 atti di intimidazione e minaccia, con la provincia di Torino più colpita (116 casi). I beni confiscati in Piemonte sono 889, di cui 383 in provincia di Torino, con oltre 8.000 segnalazioni di operazioni sospette regionali. La Prefettura di Torino ha adottato, solo negli ultimi tre anni, 90 provvedimenti antimafia.

Un convegno europeo e partecipativo

La conferenza, moderata da Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ha visto gli interventi di figure istituzionali ed esperti internazionali: oltre a Porcedda e Montà, Andrea Bordoni (Vice Capo Unità OLAF), Vanina Porruncini (EFUS Hallab, Francia) e, in collegamento online, Nicoletta Parisi (LIBenter, Università Cattolica di Milano), Alberto Vannucci (Università di Pisa) e Lorenzo Segato (direttore scientifico RE-ACT).

I partecipanti hanno preso parte a gruppi di lavoro e scambio di esperienze, con contributi da amministratori pubblici di Belgio, Francia, Corsica, Polonia, Romania e Italia (Roma, Piacenza, Padova). L’obiettivo: consolidare una rete europea capace di condividere best practice e rafforzare la prevenzione contro corruzione e criminalità organizzata.

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