«Sapevano che la cassa automatica era piena»
MONSANO Colpo alla Farmacia Quaresima, al centro di Monsano. Il bottino, che supera i 10mila euro, è frutto di una sapiente pianificazione dei banditi, ma anche di un’azione sfrontata visto che il magazzino dei farmaci depredato si affaccia sulla centralissima piazza Mazzini e che la proprietaria, la dottoressa Claudia Quaresima, abita proprio sopra la farmacia.
I banditi hanno agito sicuri: forse sapevano che le telecamere del vicino bar così come quelle comunali, sebbene presenti, non fossero in funzione. Ma soprattutto sapevano che in cassa c’era depositato molto denaro, considerando che si tratta di una farmacia di un paesino. «Abbiamo una cassa automatica che funge anche da Atm, con cui facciamo diverse operazioni, diamo i resti e funge anche da cassetta deposito – ci spiega la titolare -. Quando arriva alla soglia dei 10mila euro, si attiva una segnalazione al portavalori che viene a ritirare il denaro per andare a depositarlo in banca. Il portavalori viene una volta al mese circa. Era un po’ che non veniva, lo stavamo aspettando avendo raggiunto, anzi superato quella soglia di denaro. Evidentemente qualcuno deve aver monitorato questo transito, perché altrimenti non rischi senza sapere, magari in cassa ci sono spiccioli». Ma i ladri hanno fatto prima e hanno colpito duro. Hanno agito di notte, forzando con un arnese d’acciaio la porta del magazzino dei farmaci che si affaccia su piazza Mazzini. Hanno divelto la serratura e una volta all’interno, sono andati dritti alla cassa automatica. L’hanno spaccata per prelevare il denaro, poi sono fuggiti.
I banditi cercavano soldi, non hanno toccato i farmaci.
E quel che è peggio, pur avendo scassinato una porta e una cassa automatica, nessuno ha avvertito rumori. «Abito sopra la farmacia, sono andata a letto all’1,30 e non ho sentito nulla. Mio marito si è alzato alle 5,30 e avevano già colpito», conclude amareggiata la titolare, che ha subito allertato il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Jesi che conducono le indagini.




