chi erano i compagni di Cospito morti nel casale – Il Tempo

Erano nomi noti agli inquirenti quelli di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici morti nel crollo di un casale al Parco degli Acquedotti. I due sarebbero stati intenti a costruire un ordigno ma il materiale, esploso accidentalmente, avrebbe fatto cedere la struttura in cui si rifugiavano. Mercogliano, 53 anni, originario di Nola, era stato condannato in primo grado per il reato di associazione con finalità di terrorismo nell’ambito dell’inchiesta «Scripta Manent», per la partecipazione alla Federazione Anarchica Informale, e poi successivamente assolto nel novembre 2020. Ha partecipato a mobilitazioni anti-carcerarie e anti-militariste. Aveva inoltre precedenti di polizia nell’ambito di manifestazioni, per violenza privata, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, furto, danneggiamento, invasione di terreni o edifici.

Anche l’altra vittima, Sara Ardizzone, 36enne romana, aveva precedenti di polizia per reati commessi nel corso di manifestazioni e per delitti aggravati dalla finalità di terrorismo. È stata inoltre indagata nel 2021, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’operazione «Sibilla», che si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere per tutti gli imputati. Nel marzo del 2023 è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in relazione all’aggressione, avvenuta il 10 settembre 2022, ai danni di alcuni rappresentanti della Lega che stavano allestendo un gazebo elettorale a Marina di Carrara. Ardizzone era esponente del circolo anarchico La Faglia di Foligno e «rivestiva un ruolo primario anche all’interno del movimento anarchico insurrezionalista nazionale».

Sia Ardizzone che Mercogliano erano ritenuti vicini al gruppo di Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis, ormai figura simbolo della «A» cerchiata, noto per aver gambizzato nel 2012 l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Nel 2006 invece partecipò a un attacco con ordigni davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, senza provocare vittime. Per queste azioni è stato condannato a oltre 10 anni di carcere, con pene complessive superiori ai 20 anni per altri attentati.

Ardizzone dai media, il 15 gennaio dell’anno scorso, aveva letto dichiarazioni spontanee durante l’udienza preliminare a Perugia del procedimento «Sibilla» in cui affermava che il suo nemico era lo Stato. Mercogliano era il suo compagno di vita. A Foligno la donna era una colonna del circolo anarchico «la Faglia», riporta il Corriere della sera, collegato al «Circolaccio» di Spoleto di Michele Fabiani, al giornale «Vetriolo» su cui apparvero alcune interviste di Cospito.
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