nel parcheggio davanti all’ospedale vendono pure cerotti
ANCONA A volte ritornano. Il riferimento è al parcheggio dell’ospedale di Torrette dove da un paio di giorni sono ricomparsi i mendicanti, ma anche i venditori di cerotti e garzine. In caso di bel tempo, si piazzano in alcuni punti del posteggio, quasi a creare una sorta di presidio. Ad agire sarebbero degli stranieri, parrebbe siriani, che da tempo stazionano dalle parti di Torrette. Uno di questi ha un posto privilegiato: la cassa automatica dove l’utenza può pagare il biglietto della sosta.
Il cartello
Qui la gente deve mettere mano al portafoglio, manovra che non sfugge al questuante.
In mano regge un cartello dove sono riportate le presunte disgrazie che hanno colpito la sua famiglia. Mani tese anche all’ingresso principale, quello che si affaccia lungo il rettilineo che costeggia l’ospedale. Altri soggetti con passo incerto si aggirano all’interno del parcheggio e nell’area sosta che si trova in via Metauro, proprio di fronte al nosocomio.
Presenze discrete, non invadenti, ma c’è anche chi sostiene che queste persone vengano portate in zona da un vecchio pulmino che si ferma proprio in via Metauro. Tesi, questa, sostenuta da un addetto alle pulizie che di solito parcheggia proprio in via Metauro: «In più di una circostanza mi è capitato di vedere alcune di queste persone scendere da un vecchio Fiat Ducato che di solito non entra nel parcheggio, ma si ferma sul ciglio della strada lungo via Metauro».
Mani tese alla ricerca di qualche moneta, anche se il timore è quello che dietro a questi disperati ci sia un certo sfruttamento da parte di persone senza cuore. Nei giorni scorsi nei pressi del capolinea dell’autobus e nella zona del parcheggio posto poco più avanti della rotatoria con via Conca vi erano addirittura due giovani che vendevano confezioni in plastica contenenti garze e cerotti, spacciandosi per studenti universitari. E c’è chi – ma non è detto che si tratti delle stesse persone – ha trovato l’auto rigata per essersi rifiutato di fare acquisti, all’uscita dall’ospedale.




