Festival Prospettiva Danza Teatro 2026, al Verdi “Casanova. Variazioni sul desiderio” il 21 marzo 2026

Foto articolo da comunicato stampa – ©Salvatore Abrescia Photo&Videoediting
Tre voci, tre scritture, tre traiettorie al femminile, ovvero tre coreografie per raccontare il presente e non solo. Per il cartellone del Festival Prospettiva Danza Teatro 2026, va in scena al Teatro Verdi di Padova, il 21 marzo alle 20.30, Casanova. Variazioni sul desiderio della COB Compagnia Opus Ballet.
Lo spettacolo si compone di tre momenti – tre diverse coreografie, firmate rispettivamente da Simona Bertozzi, Michela Lucenti ed Erika Silgoner: Casanova (non) è qui. Sedurre per esistere; Desiderio. Cuccioli di maschio e 1749 – che danno corpo al complesso meccanismo del desiderio recuperando suggestioni tratte dalla figura iconica di Giacomo Casanova, seduttore per eccellenza. A danzare sulla scena sono Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Matheus Alves De Oliveira, Ginevra Gioli, Giulia Orlando, Giovanni Russo e Frederic Zoungla, guidati dalla maître de ballet Giusi Santagati.
La consulenza artistica è di Laura Pulin, luce e spazio sono curati da Gianni Staropoli, i costumi firmati Santi Rinciari e gli ambienti sonori e musicali pensati da Roberto Passuti.
La produzione COB Compagnia Opus Ballet con il sostegno di Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale si inserisce nel programma del festival Prospettiva Danza Teatro 2026, realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con Arteven – Circuito Teatrale Regionale del Veneto, che oltre a Casanova vedrà quest’anno sul palco del Teatro Verdi i Pokemon Crew con De la rue aux jeux.
Casanova (non) è qui. Sedurre per esistere
Note di coreografia di Simona Bertozzi
Una danza del desiderio come vertigine: il gesto sfiora, devia, accelera.
Giacomo Casanova attraversa il lavoro come presenza sotterranea – seduttore, giocatore, stratega della dislocazione – e induce a una qualità corporea che assume l’azzardo come modalità di esistenza: esporre sé stessi, reinscriversi, ricombinare continuamente le condizioni della relazione.
I corpi in scena sono identità passeggere, in costante negoziazione con lo spazio, con la propria
inclinazione anatomica e con improvvisi depistaggi degli sguardi.
Sedurre non è mostrare, ma svelare e sottrarre. Desiderare è sporgersi, cercare un altro grado di
presenza. La coreografia è un campo di tensione, un playground dove le regole sono scritte ma continuamente reversibili. In filigrana, pulsa un ritmo sotterraneo: una vibrazione e un tempo che si accumula. E, nel suo procedere, questo gioco del differimento trova un approdo inatteso: un presente che si fa esibizione dichiarata, forse una festa; l’immediatezza del desiderio che finalmente non si sottrae, ma irrompe e si espone per ciò che è.
Desiderio. Cuccioli di maschio
Note di coreografia di Michela Lucenti
Casanova – figura straordinaria non solo libertino ma intellettuale, viaggiatore e filosofo – è principalmente un incantatore: uno dei pochi personaggi della Storia il cui nome proprio nei secoli si è trasformato in un nome comune, icona di seduzione. Lavorerò con un quartetto di giovani uomini sulla loro immagine di spudorata forza e incoscienza. Il mio Casanova, o meglio i miei Casanova, sono cuccioli di maschio, per i quali il mostrarsi e l’essere intraprendenti è gioia pura, quasi commovente. Essere felici, godere del proprio corpo, giocare con il proprio fascino e con il proprio desiderio, immaginare di far palpitare il cuore di chiunque incontriamo non solo è bellissimo ma è un diritto di ogni creatura, fintanto che questo desiderio non produce sofferenza o sopraffazione negli altri.
Noi ci fermiamo prima: quando il bambino si sente onnipotente, quando la sessualità si sprigiona come un dono divino. Poi diventiamo grandi.
Il mondo è fatto a nostra immagine: conteniamo corpo e ardore ma anche anima e sacrificio.
1749
Note di coreografia di Erika Silgoner
Nel cuore vibrante del Settecento, quando le notti sussurravano segreti e i giorni si vestivano di pizzi e promesse, persino Giacomo Casanova, l’indomito tessitore di rame d’amore, si trovò prigioniero di un sentimento sconosciuto. A soli ventiquattro anni, un amore profondo e inaspettato lo colse, scuotendo le fondamente della sua impavida esistenza.
Da questa vertigine di vigore, fragilità e rivelazione scaturisce 1749, la nuova, audace creazione di
Erika Silgoner per COB. Qui, l’universo di Casanova non è più il mero palcoscenico del seduttore, ma un caleidoscopio di gioco, desiderio e ambiguità, esplorato attraverso una lente inedita e affascinante.
Il fulcro si sposta, abbandonando la figura monolitica dell’amante per abbracciare il dinamismo inebriante del gioco erotico. Un gioco che si fa danza, che si eleva a gioia sublime e a struggente
patimento, su un terreno di incontro dove forze paritarie si sfidano e si attraggono, narrate dal
linguaggio eloquente di corpi danzanti. Casanova si dissolve e rinasce, è donna, è uomo, in una fluidità che disegna i contorni di una visione contemporanea, rivelando un seduttore trasversale, oltre i confini del tempo e del genere. Tra malizia e inquietudine, tra la sete di curiosità e la vertigine della fuga, la coreografa evoca un Settecento dispotico. Un’epoca intrisa di sonorità contemporanee che strizzano l’occhio all’armonia di quel tempo lontano, e che, con un tocco di provocazione, ci porge una domanda: in questa eterna danza di seduzione, chi è il giocatore? E chi, in fondo, il giocato?
COB Compagnia Opus Ballet
Diretta da Rosanna Brocanello fin dalla fondazione, la Compagnia è costituita da un nucleo stabile di danzatori professionisti che provengono da varie parti d’Italia e da diversi Paesi nel mondo e, ad oggi, ha dato vita a un vasto repertorio di produzioni.
Tra le ultime ricordiamo: Dreamparade (2019) di Marina Giovannini, realizzata in collaborazione con il Centro nazionale di produzione Virgilio Sieni; Le Quattro stagioni (2020) di Vivaldi, a cura della coreografa Aurelie Mounier e con le musiche eseguite dal vivo dall’Orchestra di Padova e del Veneto; Ventiventi (2021) della coreografa Sara Sguotti, in collaborazione con il Centro nazionale di produzione Virgilio Sieni; RIGHT. La Sagra della Primavera (2021) di Carlo Massari, in coproduzione con C&C Company e Teatro Stabile del Veneto, Oriente Occidente Dance Festival, Associazione Culturale Mosaico Danza/Interplay Festival (Progetto vincitore del Premio CollaborAction XL 2020, azione Network Anticorpi XL coordinata dall’Ass. Cantieri Danza, supporto per la danza d’autore); Il labirinto. Il mito di Arianna e il Minotauro (2021) di Arianna Benedetti; White Room (2022) di Adriano Bolognino, in collaborazione con il Centro Nazionale Virgilio Sieni; La diversità che mi fece stupendo. Pasolini, l’irrealtà del quotidiano (2022), in coproduzione con la Compagnia Bellanda; Coding dance (2023) di Leonardo Diana, in coproduzione con Versiliadanza; Ototeman_what if di Sofia Galvan e Stefania Menestrina, in coproduzione con Festival Danza in Rete – Teatro Comunale Città di Vicenza; Callas Callas Callas (2023) di Adriano Bolognino, Carlo Massari e Roberto Tedesco, in coproduzione con Festival La Versiliana.
Dopo l’anteprima al Teatro degli Animosi di Carrara, ad aprile 2024, la Compagnia ha debuttato l’1 e il 2 agosto al Teatro Romano di Verona con la produzione Sogno di una notte di mezza estate, spettacolo coprodotto da COB insieme all’Estate Teatrale Veronese e al Centro Santa Chiara di Trento, con le coreografie di Davide Bombana, light designer Carlo Cerri e abiti di Ermanno Scervino. Il 7 dicembre 2024 la Compagnia è andata in scena esordendo con la nuova produzione la Duse – Nessuna Opera di Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro, in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto e Teatro Comunale di Vicenza, vincendo il Premio Danza&Danza 2024 come miglior Produzione Italiana – Mid Scale. Nel 2025 COB ha lavorato a due nuove produzioni: Dittico orientale. Sulle tracce di Pasolini in coproduzione con Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni firmato da Jari Boldrini e Maurizio Giunti che ha debuttato a Cango Cantieri Goldonetta il 14 maggio e VISPERAS di Giovanni Insaudo che è andato in scena in anteprima il 23 maggio presso il Teatro Fontana di Milano.
COB Compagnia Opus Ballet da diversi anni riceve il sostegno della Regione Toscana e ha presentato le proprie coreografie nei circuiti regionali delle maggiori regioni italiane e in importanti contesti nazionali e internazionali della danza come il Prisma Festival 2016 e 2018 a Panama, la NID Platform 2017 a Gorizia, l’Amman Contemporary Dance Festival 2018 in Giordania, il Budapest Dance Festival 2022, l’In2IT International Dance Festival in Norvegia nel 2019 e nel 2022. Nel 2025 è stata selezionata per partecipare alla NID a Civitanova Marche con lo spettacolo la Duse – Nessuna Opera.
La compagnia è finanziata dal Ministero della Cultura.
Dove e quando
Teatro Verdi| Padova
Sabato 21 marzo ore 20.30
CASANOVA. VARIAZIONI SUL DESIDERIO
coreografie Simona Bertozzi, Michela Lucenti, Erika Silgoner
–
danzatori Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Matheus Alves De Oliveira, Ginevra Gioli, Giulia Orlando, Giovanni Russo, Frederic Zoungla
maître de ballet Giusi Santagati
–
consulenza artistica Laura Pulin
luce e spazio Gianni Staropoli
costumi Santi Rinciari
ambienti sonori e musicali Roberto Passuti
–
organizzazione Debora Lorusso, Roberta Romoli
distribuzione Valeria Carrassa, Silvia Nistri
produzione Maria Lucia Bianchi
amministrazione Michela Cioni
–
produzione COB Compagnia Opus Ballet
con il sostegno di Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
lo spettacolo è inserito all’interno del Programma del Festival Prospettiva Danza Teatro 2026
Durata
durata 1h 10’ senza intervallo
Info web
https://www.
Foto articolo da comunicato stampa – ©Salvatore Abrescia Photo&Videoediting
Source link




