Morto Romano Danielli, maestro burattinaio Bologna

La città di Bologna è in lutto per la scomparsa di Romano Danielli, storico maestro burattinaio, morto all’età di 89 anni. Figura centrale della cultura popolare bolognese, Danielli ha dedicato oltre settant’anni della sua vita all’arte dei burattini, contribuendo a mantenerla viva e a trasmetterla alle nuove generazioni.
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Il cordoglio del sindaco Lepore
A ricordarlo è stato il sindaco Matteo Lepore, che nel 2022 gli aveva consegnato la Turrita d’Argento, uno dei più importanti riconoscimenti cittadini. “Bologna ha perso il grande maestro burattinaio Romano Danielli, importantissimo esponente della cultura e della tradizione della nostra città – ha scritto in una nota –. Per 70 anni ha portato la magia della sua arte ben oltre i confini di Bologna”. Il primo cittadino ha sottolineato il valore del suo impegno nel preservare una tradizione identitaria: “Con le sue eccezionali interpretazioni ha tenuto vivo l’amore per i burattini attraverso le generazioni”. E ha concluso con un messaggio di gratitudine: “Bologna ti abbraccia e ti ringrazia, la tua passione ci mancherà”.
Unima Italia: “Il maestro dei maestri”
Profondo anche il cordoglio espresso da Unima Italia, il centro nazionale dell’Union Internationale de la Marionnette, che ha dedicato a Danielli un lungo ricordo sui social. “Era l’incarnazione stessa dello spirito dei burattini, il burattinaio per eccellenza, il maestro dei maestri”, scrive il consiglio direttivo, ricordando la sua creatività e la capacità di coniugare leggerezza e rigore artistico. Secondo Unima, ogni spettacolo di Danielli era “una meraviglia”, capace di unire comicità, imprevedibilità e disciplina, dando vita a un teatro popolare autentico e allo stesso tempo innovativo.
Una vita dedicata ai burattini
Attivo fin dal 1953, Danielli ha attraversato oltre settant’anni di storia del teatro di figura, difendendo e rinnovando la tradizione dei burattini “classici”. Fondamentale nel suo percorso l’incontro con la compagnia di Umberto Malaguti, dove affinò tecnica e sensibilità, entrando in una tradizione che avrebbe poi contribuito a diffondere anche fuori dai confini italiani. Sul suo palco prendevano vita i personaggi simbolo della cultura bolognese: il Dottor Balanzone, Fagiolino, Sandrone, Sganapino. Figure della memoria collettiva che, grazie alla sua interpretazione, hanno continuato a parlare a pubblici di ogni età.
L’eredità culturale
Danielli non è stato solo un interprete, ma anche un maestro capace di formare nuove generazioni di artisti, trasmettendo passione, tecnica e rispetto per un’arte antica. Proprio per questo Unima Italia lo aveva nominato socio onorario, riconoscendone il valore e il contributo alla diffusione del teatro di figura. “Nel silenzio che ora ci lascia – si legge nel messaggio – resta la voce viva del suo teatro, che continuerà a farci sognare, ridere e meravigliare”.
Con la scomparsa di Romano Danielli, Bologna perde uno dei suoi interpreti più autentici e amati. Un artista che ha saputo trasformare una tradizione popolare in un patrimonio vivo, capace di attraversare il tempo e parlare ancora oggi a nuove generazioni.
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