In Umbria in aumento temperature e fenomeni estremi: «È il momento di agire»

Il periodo 2000-2024 ha registrato in Umbria un aumento «inequivocabile» delle temperature medie e massime, accompagnato da una maggiore irregolarità delle precipitazioni e dall’intensificarsi di fenomeni estremi come ondate di calore e siccità prolungate.
L’incontro È quanto emerso dal secondo appuntamento del ciclo «L’Umbria che cambia», a Perugia, organizzato in collaborazione tra Regione e 3A-Parco tecnologico agroalimentare, dedicato alla presentazione delle strategie e degli strumenti operativi messi in campo da Palazzo Donini per affrontare l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’appuntamento, moderato da Umbria24, ha focalizzato l’attenzione sul Progetto Uracc, Umbria region adaptation to climate change, e sulla nuova Rete integrata meteorologica umbra (Progetto Rimu-Clima).
La scelta L’incontro, ospitato a Palazzo Graziani, ha confermato quanto urgente sia mettere in atto misure concrete per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. L’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha sottolineato la portata della sfida: «Abbiamo di fronte una scelta: se vogliamo essere ricordati per quelli che si sono voltati dall’altra parte, senza agire – ha detto – o vogliamo invece essere ricordati per coloro che di fronte a queste evidenze si sono assunti la responsabilità di fare quello che andava fatto per mettere in condizione le nostre comunità di poter resistere e adattarsi».
Monitoraggio Secondo De Luca, «i cambiamenti climatici sono la grande sfida dei nostri tempi, tema centrale dell’azione della Regione e uno dei pilastri della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile». Per affrontarla, la Regione punta su un sistema di monitoraggio integrato che garantisca dati scientifici costanti, strumenti conoscitivi efficaci e supporto alla ricerca e alle decisioni politiche. Questo approccio deve diventare «l’ossatura per costruire gli obiettivi di tutti i piani e programmi settoriali sottoposti a Valutazione ambientale strategica».
Uracc Il Progetto Uracc, finanziato dal Programma Europeo Pathways2Resilience, ha prodotto il «Focus sull’adattamento ai cambiamenti climatici», documento che funge da cornice unitaria per la Regione e da base metodologica per un piano d’azione concreto. Obiettivo principale è rafforzare la resilienza dei settori più vulnerabili, come agricoltura, risorse idriche e salute, garantendo strategie mirate per far fronte a eventi climatici estremi.
La rete Parallelamente, il Progetto Rimu-Clima, sviluppato anche con l’Università degli Studi di Perugia, punta a creare un sistema di monitoraggio avanzato che unifichi le reti esistenti, assicurando dati affidabili per decisioni politiche, pianificazione territoriale e protezione civile. Durante l’incontro sono state presentate anche le nuove «Linee guida per la verifica climatica», uno strumento fondamentale per progettare infrastrutture resilienti agli impatti futuri, migliorando l’efficienza amministrativa e facilitando l’accesso ai finanziamenti europei. L’evento ha coinvolto un’ampia rete di esperti provenienti dall’Università degli Studi di Perugia, da Arpa Umbria, dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e dal Programma Climate Kic, insieme ai rappresentanti degli ordini professionali.
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