Puglia

Droga dalla Spagna, chiesta la condanna di appello per Cavallari

La conferma della condanna di primo grado per il 58enne Alceste Giancarlo Cavallari, detto ‘Gianky’ e altre 11 persone, è stata chiesta stamattina dal sostituto procuratore generale Marcello Barbanente, nell’ambito del processo di appello a carico di un’associazione di narcotrafficanti, guidata dal boss di Noicattaro Giuseppe Annoscia, l’ex sanguinario di Poggiallegro, affiliato al clan Parisi di Japigia, e dal pregiudicato altamurano Vito Facendola (entrambi condannati a 20 anni di reclusione), ritenuta la cellula operativa dell’importazione di decine di chili di sostanze stupefacenti dall’estero.

Gianky, figlio dell’ex re Mida della sanità privata pugliese Francesco ‘Cicci’ Cavallari, era stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione, in continuazione con una precedente condanna sempre per droga. A tenere i rapporti con i narcos in Andalusia, secondo l’accusa sarebbe stato proprio Alceste Cavallari, il quale già nell’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto di giugno 2023, aveva ammesso quasi tutte le accuse: nove episodi di detenzione ai fini di spaccio di droga da febbraio a maggio 2022. Nell’udienza di stamattina, il pg ha ribadito le accuse chiedendo la conferma di primo grado per 12 degli imputati. Per i restanti 9 si è poi aggiornato al prossimo 29 maggio.




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