Crac Aspera, nuovo accordo con la procura per il patteggiamento di Amirfeiz: niente condizionale senza il risarcimento

Genova. E’ stato raggiunto in via definitiva con una doppia ipotesi di pena in caso di risarcimento o meno l’accordo con la procura per il patteggiamento di Alex Amirfeiz, cinquantatreenne, architetto ed ex portavoce di Sandro Biasotti per il maxi crac della società Aspera, la società da lui gestita che ha restaurato anche il Colosseo e poi fallita con un buco da 20 milioni di euro (Qui la vicenda e la ricostruzione delle accuse).
L’accordo prevede una pena di due anni e la sospensione condizionale della pena in caso di risarcimento o comunque di una condotta riparatoria nei confronti dei fallimenti Aspera Spa e Antra Srl. La pena sarà invece di due anni e quattro mesi – quindi senza condizionale e che potrà essere convertita in lavori socialmente utili – in caso di mancato risarcimento.
Definito anche l’accordo per il patteggiamento di Gianluca Accomazzo, altro amministratore di Aspera: per lui un anno e dieci mesi e 22 giorni in caso di risarcimento oppure due anni e quattro mesi in assenza di risarcimento o condotta riparatoria. Non è ancora stato trovato per Paolo Grasso, che potrebbe comunque patteggiare, mentre ha scelto la via del processo l’ex revisore dei conti Carlo Laganà.
Per lui è già stata fissata l’udienza preliminare. Accordo con la procura per la messa alla prova infine per i quattro componenti del collegio sindacale, per i quali – a differenza degli altri imputati – la pm Patrizia Petruzziello ha derubricato il reato da bancarotta fraudolenta a bancarotta semplice. Per tutti gli imputati (difesi dagli avvocati Massimo Boggio, Giuseppe Sciacchitano, Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro), gli accordi dovranno essere ratificati dal gip, ma l’udienza ancora non è stata fissata.




