ecco svelato il dossier di Ancona Capitale. Bocelli per il vernissage, avremo il nostro «Sanremo». Ecco quanti finanziamenti arrivano
ANCONA Parla di «orgoglio e responsabilità», il sindaco Silvetti, nella nota introduttiva al dossier con cui Ancona s’è aggiudicata il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Un documento che rappresenta il manuale operativo di un sogno che fra meno di 24 mesi dovrà essere diventato realtà. A partire dalla cerimonia inaugurale, che ha già incassato la disponibilità ad esibirsi del tenore Andrea Bocelli. Protagonisti saranno la Mole e il porto di Ancona, con l’isola artificiale che ospiterà un concerto sinfonico mentre il climax della serata sarà affidato a uno spettacolo luminoso di droni che disegneranno nel cielo la stella vanvitelliana. Nel frattempo, all’Anfiteatro romano s’accenderà «un albero di acqua e di luce» e dei danzatori celebreranno il parco del Cardeto e quello del Conero.

Il programma
Entrando nel vivo del cartellone di appuntamenti, che si dipanerà lungo tutti i 12 mesi dell’anno, diviso in 4 stagioni con peculiarità differenti, il dossier comincia gli eventi del macro-settore denominato «Questo mare», che celebra il legame millenario e indissolubile della città dorica con l’Adriatico. Alcuni aspetti erano già emersi, come il Museo della Civiltà del Mare Adriatico che verrà realizzato alla Mole con la regia del premio Oscar Dante Ferretti. Grande attenzione anche all’aspetto storico-archeologico, con l’Arco di Traiano, al porto antico, che già a partire da quest’anno sarà interessato da una campagna di scavo e restauro delle fondazioni e il cantiere sarà visitabile dal pubblico attraverso delle guide specializzate. Poco lontano, rinascerà anche l’iconica Casa del Capitano, chiusa da tempo, che in collaborazione con il Nautico verrà trasformata in un planetario digitale.
Il cammino
Si passa poi al secondo capitolo, «La via maestra», un percorso che mette a sistema tutti i luoghi della Cultura di Ancona, dalle ritrovate Pinacoteca e Biblioteca Benincasa (ormai prossima alla riapertura) al resto del parterre monumentale. Da notare, la trasformazione di piazza della Repubblica, per una sera, in un grande teatro a cielo aperto per un concerto lirico di caratura internazionale, dal titolo «Il re del canto» dedicato al compianto tenore Franco Corelli, cui il sindaco intende intitolare la piazza stessa a lavori finiti.
Spostandoci di pochi passi dalle Muse, a riprova del fitto tessuto culturale della città, il 2028 vedrà anche l’esposizione di quello che viene chiamato «il tesoro del porto», un bottino composto da 11 chili di monete d’oro ritrovate nel 1932 al Mandracchio e mai esposte dopo il sisma del 1972.
All’uopo verrà allestita la «Sala del Tesoro» al Museo Archeologico delle Marche. Guardando invece alla storia più recente, al Cardeto saranno celebrati nel 2028 i 600 anni della nascita del Cimitero degli Ebrei – verrà approntato un bel restauro – mentre la Polveriera Castelfidardo riaprirà e diventerà un polo espositivo sulla storia contemporanea di Ancona. Anche il Rifugio Birarelli vedrà nuova luce, con un’esposizione permanente dedicata alle vittime dei bombardamenti del 1° novembre 1943, i cui nomi verranno incisi sulle pareti. Restiamo al Cardeto, capitolo «Adesso parco», per la «Casa delle farfalle», una serra di 50 metri quadri che sarà popolata di questi vivaci e colorati insetti. Infine «Mare culturale», il palinsesto di festival ed eventi.
Tra piazza Cavour e le Muse, invece, Ancona ritroverà anche il suo «Festival Adriatico della Canzone», un Sanremo per artisti emergenti e contaminazioni. Nel 2028 tornerà pure l’Ulisse Fest di Lonely Planet e spazio sarà dato anche al calcio, con una mostra dedicata alla storia dell’Ancona.
I finanziamenti
Parlando di costi, l’intero progetto 2028 ha un costo di 7 milioni di euro. Oltre al milione del Ministero della Cultura per la città vincitrice, un altro milione ciascuno arriverà dalla Regione, dall’Anci e dagli altri Comuni, mentre 1,5 milioni li metterà il Comune stesso e il resto verrà reperito tramite bandi, mutui e il finanziamento partecipato di sponsor chiamati “Mecenati”. Altri 52 milioni, invece, serviranno per la rigenerazione urbana, il recupero di edifici oggi chiusi o in degrado. Gran parte degli interventi sono già stati finanziati, come il recupero della Mole per 6,5 milioni o i quasi 10 milioni del Pnrr per pinacoteca e biblioteca. Restano da finanziare interventi come il recupero di casa Podesti (800mila euro) o di Porta Pia (1,2 milioni).




