le nuove regole dividono le categorie

Il nuovo regolamento per il centro storico di Udine accende il confronto tra amministrazione e associazioni di categoria. Al centro del dibattito le nuove regole per l’apertura di attività di somministrazione, pensate per contenere l’espansione indiscriminata di bar e ristoranti e preservare l’equilibrio del tessuto commerciale cittadino.
Centro storico, Confcommercio frena: “Bene le regole, ma serve una visione più ampia”
A intervenire è l’assessore al Commercio Alessandro Venanzi, che respinge le critiche e ribadisce la linea dell’amministrazione: “Si tratta di un percorso condiviso, costruito nel tempo, che punta a tutelare sia gli imprenditori sia i cittadini”.
Venanzi: “Decoro, sicurezza e tutela degli imprenditori”
Secondo l’assessore, il piano nasce da un’esigenza concreta: garantire decoro e sicurezza nel centro storico, in un contesto economico ancora complesso per il commercio. Tra inflazione, crisi dei consumi e i costi ereditati dal periodo pandemico – che per molti operatori peseranno fino al 2027 – il settore vive una fase delicata. Proprio per questo, spiega Venanzi, è necessario evitare squilibri che negli ultimi anni hanno portato alla progressiva sostituzione dei negozi di vicinato con attività di somministrazione. “Questo fenomeno rischia di impoverire il tessuto commerciale e snaturare l’identità del centro”, sottolinea, evidenziando come il regolamento si inserisca in un percorso avviato già da tempo con il coinvolgimento delle categorie. Il provvedimento, inoltre, è stato costruito nel rispetto dei vincoli normativi, inclusa la direttiva Bolkestein, che limita i margini di intervento. “È stato individuato un equilibrio che consente di agire in modo efficace”, aggiunge Venanzi, richiamando modelli già adottati in altre città italiane.
Confesercenti: “Un passo nella direzione giusta”
Se da un lato non mancano le critiche, dall’altro arrivano anche segnali di apertura. Confesercenti valuta positivamente l’impianto del regolamento, ritenendolo uno strumento utile per migliorare la qualità dell’offerta commerciale. “È una misura che tutela sia i residenti sia gli investimenti degli imprenditori”, commenta il vicepresidente Roberto Simonetti, evidenziando come i nuovi requisiti richiesti ai locali – tra cui dimensioni adeguate, accessibilità e insonorizzazione – vadano nella direzione di un’offerta più qualificata. L’associazione, tuttavia, invita a monitorare l’applicazione delle nuove regole e a valutare possibili correttivi, a partire da un’eventuale estensione dell’area interessata. Alcune vie importanti di accesso al centro, infatti, restano attualmente escluse.
CNA: “Centro più equilibrato, non solo food”
Anche CNA Commercio e Turismo esprime un giudizio favorevole, sottolineando come il regolamento contribuisca a mantenere un equilibrio tra le diverse attività. “Il centro non diventerà un “villaggio del food”, ma continuerà a ospitare anche altri settori”, osserva il presidente Domenico Papa, evidenziando inoltre il ruolo delle cosiddette “zone cuscinetto” nel garantire maggiore vivibilità, soprattutto nelle ore serali. Valutata positivamente anche la scelta di introdurre un periodo di sperimentazione di due anni, che consentirà di verificare l’efficacia del piano e apportare eventuali modifiche.
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