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il Bologna passa 4-3 all’Olimpico. Giallorossi fuori dall’Europa League

La Roma perde in casa 4-3 contro il Bologna nel ritorno degli ottavi di Europa League e dice addio anche a questo obiettivo stagionale, confermando ancora una volta il periodo orribile che sta attraversando e che sembra non avere fine.

Gasperini, come al solito, deve fare di necessità virtù viste le tante assenze, ormai talmente numerose che anche elencarle diventa inutile. Schiera quindi la migliore formazione possibile con gli uomini a disposizione: 3-4-2-1 con Svilar in porta; Mancini, Ndika e Hermoso in difesa; a centrocampo Celik, Koné, Cristante e Wesley; Pisilli ed El Shaarawy a supporto dell’unica punta Malen.

Sin dai primi minuti si capisce che non sarà una partita facile. Il Bologna è ben organizzato, copre tutti gli spazi e davanti schiera attaccanti velocissimi, capaci di puntare e saltare l’uomo. La Roma, invece, fatica a costruire gioco e si affida a iniziative individuali e a Malen, lasciato spesso solo.

La prima occasione è per il Bologna, con Castro che parte in contropiede ma conclude fuori. Al 20’ Koné è costretto a uscire per infortunio, sostituito da Pellegrini, con Pisilli che arretra a centrocampo.

Al 22’ arriva il vantaggio del Bologna: lancio lungo per Castro, che controlla e serve Rowe. Quest’ultimo vince il duello fisico con Mancini e dal limite trova l’incrocio dei pali. Dopo il controllo VAR, il gol viene convalidato: 1-0.

La Roma prova a reagire con El Shaarawy e Cristante, ma senza successo. Il Bologna resta pericoloso in contropiede e al 29’ Bernardeschi viene fermato da un ottimo intervento di Svilar.

Al 31’ Pellegrini colpisce l’incrocio dei pali su punizione, ma un minuto dopo arriva il pareggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dallo stesso Pellegrini, Ndika svetta di testa e segna l’1-1.

La Roma vive il suo momento migliore e al 37’ sfiora il vantaggio, ma né Cristante né Malen riescono a concretizzare. Nel finale di primo tempo, però, il Bologna torna avanti: al 45’ Zortea viene atterrato da El Shaarawy in area. È rigore, e Bernardeschi trasforma per il 2-1.

Nel secondo tempo la Roma prova a reagire, ma in modo confuso. Al 48’ Malen ha un’occasione importante, ma Ravaglia respinge.

Gasperini inserisce Vaz al posto di El Shaarawy per dare più peso all’attacco, ma al 58’ arriva il terzo gol del Bologna: ancora protagonista Rowe, che serve Castro, bravo a segnare al volo con un tiro imprendibile. È 3-1.

Sembra finita, ma al 68’ Vaz si guadagna un rigore. Dal dischetto Malen è freddo e accorcia sul 2-3.

La Roma si rianima e al 72’ sfiora il pareggio con Pellegrini. Il Bologna cambia gli attaccanti, ma perde incisività. All’80’ arriva il 3-3: lancio lungo di Svilar, Vaz protegge palla e serve Pellegrini, che dal limite segna con un preciso tiro a giro.

L’Olimpico spinge la squadra e si va ai supplementari.

Nel primo tempo supplementare la Roma tiene il pallino del gioco ma non riesce a sfondare, mentre il Bologna resta pericoloso in contropiede. Nel secondo tempo supplementare, nonostante la stanchezza, la Roma prova ancora a vincere.

Al 111’, però, arriva il gol decisivo: Cambiaghi, dopo uno scambio con Dallinga, si presenta davanti a Svilar e segna il 4-3.

Nel finale la Roma, stremata, si affida a lanci lunghi senza costrutto. Dopo 122 minuti l’arbitro fischia la fine: Roma eliminata e ancora sconfitta.

È stata una partita assurda. Fino al 68’ il Bologna è stato nettamente superiore, sia fisicamente che tecnicamente. Solo dopo il rigore la Roma ha trovato energia e convinzione, riuscendo a rimontare.

Il problema, però, resta evidente: il gioco visto fino a qualche mese fa è sparito. La squadra non costruisce in attacco e, soprattutto, ha perso la solidità difensiva che era stata la sua forza.

I giocatori danno tutto, ma i limiti tecnici e il calo fisico sono evidenti. La difesa è stata disastrosa, mentre a centrocampo si è visto impegno ma poca qualità. Malen resta il punto di riferimento, mentre Vaz è stata la nota più positiva. Deludente invece l’ingresso di Zaragoza.

Decisiva anche la differenza nei cambi: il Bologna ha alternative valide, la Roma no, e alla lunga questo pesa.

Ora serve reagire. Mancano nove partite e bisogna salvare il salvabile per non compromettere del tutto la stagione. La società, l’allenatore e i giocatori devono fare quadrato e trovare soluzioni ai tanti problemi.

Le responsabilità sono di tutti, a partire dalla società, che nei mercati non ha fatto abbastanza. Ora bisogna pensare al finale di stagione e iniziare a programmare il futuro, evitando di ripetere gli errori commessi.

Testa e quel che resta delle energie vanno alla prossima partita contro il Lecce: servono tre punti fondamentali per restare agganciati alla corsa europea.

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