Faida fra i clan di Villaseta e Porto Empdocle per le piazze di spaccio, 16 chiedono abbreviato
Un imputato ha chiesto di patteggiare la pena, mentre gli altri sedici hanno optato per il giudizio abbreviato. E’ quanto emerso nell’udienza preliminare del procedimento che coinvolge diciassette persone accusate di far parte dei clan di Villaseta e Porto Empedocle, al centro di un’inchiesta su armi, droga ed estorsioni. Il procedimento nasce dal blitz dei carabinieri dell’estate scorsa, prosecuzione di tre precedenti operazioni antimafia. Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento, ha chiesto l’applicazione della pena: era stato arrestato dopo essere stato sorpreso in auto con pistole cariche e pronte a sparare. Gli altri imputati – James Burgio, Pietro Capraro, Salvatore Carlino, Antonio Crapa, Stefano Fragapane, Vincenzo Iacono, Gaetano Licata, Salvatore Lombardo, Agostino Marrali, Salvatore Prestia, Simone Sciortino, Calogero Segretario, Cristian Terrana, Alessandro Trupia, Andrea Sottile e Antonio Guida – hanno scelto il rito abbreviato. Le accuse contestate sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi. Secondo la Procura, esistevano due gruppi criminali – uno a Villaseta e uno a Porto Empedocle – che si spartivano le piazze di spaccio delle due realtà, acquistando la droga in base al territorio di competenza. Ai vertici, e per questo ritenuti promotori, ci sarebbero stati Pietro Capraro e Gaetano Licata per il gruppo di Villaseta, e James Burgio e Salvatore Prestia per quello empedoclino. L’inchiesta ha inoltre ricostruito due attentati a colpi di Kalashnikov: uno contro un negozio di frutta ad Agrigento, il 15 dicembre 2024, e l’altro contro un panificio a Porto Empedocle, il 18 giugno 2025.
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