Carburanti, prezzi giù per 20 giorni «ma noi gestori paghiamo il conto»

di Sara Calini
È entrata in vigore oggi 19 marzo la riduzione temporanea delle accise su benzina e gasolio: i prezzi sono in calo di 25 centesimi, ma per i gestori si apre una fase critica. Dopo Pasqua il nodo del recupero.
Il decreto Da oggi il decreto del Governo ha ridotto le accise di 0,244 euro al litro su benzina e gasolio, e circa 0,067 sul Gpl, con un effetto immediato sui prezzi alla pompa. In Umbria i carburanti sono già scesi sotto i 2 euro, con valori attorno a 1,80-1,90 euro/l, portando un sollievo concreto ai consumatori. Il meccanismo però è più complesso di quello che sembra e a Umbria24, l’ha spiegato Giulio Guglielmi, presidente Figisc Umbria Confommercio.
Il problema delle giacenze Il nodo centrale riguarda le scorte già presenti nei distributori. Il carburante in cisterna è stato acquistato con accise più alte fino a ieri, ma da oggi deve essere venduto a prezzo ridotto. Questo significa che i consumatori troveranno sollievo, anche se solo per 20 giorni, mentre i gestori stanno vendendo in perdita. Chi ha rifornito le cisterne ieri, oggi ci “rimette” su ogni litro venduto.
Un timing ben pensato Ma il decreto ha pensato anche a questo aspetto e prevede che questa “rimessa” venga recuperata alla fine dei 20 giorni attraverso un sistema di compensazione basato sulle giacenze. I gestori statali anticipano lo sconto oggi e lo recuperano allo scadere dei 20 giorni in base a quanto carburante avranno ancora in cisterna. Guglielmi spiega però che è proprio qui che sta l’intoppo, «la scadenza coincide, non casualmente con i giorni subito successivi a Pasqua». Durante i giorni festivi infatti, non si effettuano scarichi (di carburante nelle cisterne), ma le vendite aumentano per gli spostamenti durante le feste e di conseguenza le cisterne si svuotano. Questo significa che «al momento del calcolo finale le giacenze saranno minime, e i gestori recupererrano solo una minima parte delle accise anticipate».
Controlli Un altro punto spinoso, stando alle parole del presidente Guglielmi, sono i controlli. Il decreto infatti prevede dei controlli serrati da parte di Guardia di finanza e Antitrust che, pur senza sanzioni, dovrebbe garantire il rispetto delle accise sui prezzi. «Stanno facendo controlli a tappeto infatti, ma guarda caso il portale Mise, su cui dobbiamo segnalare tempestivamente i cambi di prezzo che facciamo, da stamattina non funziona. Io dalle 10 di oggi ho cambiato i prezzi ma non ho potuto dichiarare la variazione rischiando fino a 400 euro di multa».
E dopo i 20 giorni? Secondo Guglielmi il futuro dipenderà da due fattori principali: l’andamento dei prezzi internazionali, che sono quelli che regolano anche il mercato italiano e la situazione geopolitica in Medio Oriente. Nello specifico la possibilità di passare o meno per il Golfo di Hormuz per trasportare la materia prima incide enormemente sui tempi e sui costi di trasporto, e di conseguenza sui prezzi.
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