Emilia Romagna

affitti a 250 euro a Pianoro


Una giovane ingegnera che faceva un’esperienza alla Marchesini, costretta a condividere il letto con la cugina pur lavorando a Bologna. È da questa storia, raccontata direttamente a Valentina Marchesini, che ha fatto scattare la scintilla per realizzare Act House, il progetto promosso dalla Fondazione Marchesini ACT per offrire una risposta immediata al caro affitti. “Una giovane ingegnera mi ha raccontato che a Bologna condivideva il letto con la cugina. Mi sono detta che una cosa così in questa città non deve succedere, non è dignitosa”, spiega la presidente della Fondazione. Da quell’episodio è scattata la decisione di intervenire subito. “Abbiamo convocato la Fondazione e deciso di fare qualcosa in tempi rapidi”, racconta Marchesini.

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Act House: dove si trova e come funziona

Il progetto ha preso forma nella canonica della chiesa di San Bartolomeo a Musiano, frazione di Pianoro, dove spazi inutilizzati sono stati recuperati e completamente ristrutturati dalla Fondazione. Act House potrà ospitare otto giovani tra i 18 e i 35 anni, quattro donne e quattro uomini, offrendo una soluzione abitativa temporanea pensata per chi arriva a Bologna per lavoro, tirocinio o studio. “È una residenza per chi sta iniziando, ha contratti brevi o deve trasferirsi all’improvviso e ha bisogno di un primo appoggio”, sottolinea Valentina Marchesini.

Affitti a 250 euro spese incluse: la risposta al caro casa

Uno degli elementi chiave del progetto è il costo contenuto. Il canone è di circa 250 euro al mese, spese incluse, una cifra pensata per essere accessibile anche a chi si trova nelle prime fasi del proprio percorso lavorativo. La permanenza è prevista fino a sei mesi, con possibilità di rinnovo. “Non è una soluzione definitiva, ma un modo per avere un tetto e il tempo di organizzarsi e trovare una sistemazione stabile”, spiega la presidente Valentina Marchesini.  Act House è stato realizzato in tempi rapidi, tra novembre e marzo, proprio per rispondere a un’urgenza crescente legata all’emergenza abitativa nell’area metropolitana di Bologna. La Fondazione Marchesini ACT ha sostenuto i costi di ristrutturazione e arredo, prendendo in locazione l’immobile dalla parrocchia per quattro anni.

Co-housing e comunità: non solo un alloggio

Il progetto punta anche sulla dimensione della condivisione. Gli inquilini vivranno insieme, condividendo spazi e momenti quotidiani, in un’esperienza di co-housing pensata per evitare isolamento. “Non è solo un tetto, ma anche un modo per non sentirsi soli in una fase di passaggio della propria vita”, spiega Marchesini.

L’obiettivo della Fondazione è andare oltre il singolo intervento. Act House nasce infatti come progetto pilota, con l’ambizione di essere replicato anche in altre zone della città metropolitana. “Siamo disponibili a condividere questo modello, perché crediamo che si possa fare e che altri possano replicarlo”, sottolinea la presidente.

Il sindaco Vecchiettini : “Casa tema prioritario”

All’inaugurazione era presente anche il sindaco di Pianoro, Luca Vecchiettini, che ha evidenziato come il tema della casa sia oggi centrale. “Il tema della casa è una priorità per amministrazioni, imprese e territori ed è anche uno dei più difficili da affrontare perché richiede tempo e risorse che spesso non abbiamo”, ha spiegato. Il bando per accedere ai posti letto è già disponibile sul sito della Fondazione Marchesini ACT. La selezione prevede un colloquio conoscitivo per garantire una buona convivenza tra gli ospiti. Act House non risolve il problema strutturale della casa, ma rappresenta una risposta concreta e immediata per chi si trova in difficoltà. In una Bologna sempre più attrattiva ma anche sempre più costosa, il progetto Marchesini punta a offrire tempo, stabilità e un punto di partenza a chi sta costruendo il proprio futuro.

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