Toscana

Non si ostacolino assemblee sindacali su referendum

Grosseto. La Flc Cgil di Grosseto esprime “forte preoccupazione per quanto accaduto in Toscana in merito alle assemblee sindacali sul referendum del 22‑23 marzo” e annuncia che “nel territorio maremmano non saranno tollerati ostacoli all’esercizio dei diritti sindacali nelle scuole”.

Che cosa è successo in Toscana

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana ha inviato ai dirigenti scolastici una circolare con cui li invitava a non autorizzare un’assemblea regionale della Flc Cgil, convocata in orario di servizio, perché tra i punti all’ordine del giorno figurava il referendum sulla giustizia. Nella sua nota, la Flc Cgil Toscana ha ricordato che le assemblee sindacali convocate secondo legge e contratto non necessitano di alcuna “autorizzazione”, né tantomeno possono essere revocate o limitate per il contenuto dei temi trattati. Il sindacato ha quindi inviato una contro-lettera a tutti i dirigenti scolastici diffidandoli da qualsiasi comportamento ostruzionistico e denunciando l’episodio come un grave precedente a ridosso della consultazione referendaria.

La posizione della Flc Cgil di Grosseto

“Anche la Flc Cgil di Grosseto monitorerà con attenzione ogni eventuale impedimento che i dirigenti scolastici dovessero porre al regolare svolgimento delle assemblee sindacali nelle scuole della provincia – dichiara la segretaria provinciale della Flc Cgil, Alessandra Vegni. Non faremo nemmeno un passo indietro di fronte al tentativo di mettere un ‘bavaglio’ all’informazione e al confronto democratico sul referendum: i diritti sindacali e di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori non sono negoziabili, non troviamo corretta l’iniziativa di un direttore dell’Ufficio scolastico regionale”.

“Le assemblee sono uno degli strumenti fondamentali di democrazia nei luoghi di lavoro, previsti dalla Costituzione, dallo Statuto dei lavoratori e dal contratto collettivo – ricorda Vegni; non si può intervenire con il bavaglio sull’ordine del giorno, soprattutto quando tra i temi c’è una questione che riguarda tutte e tutti, come il referendum. Anche per questo la Flc Cgil di Grosseto esprime la propria solidarietà alle dirigenti e ai dirigenti scolastici che, nel pieno rispetto delle norme, permettono al sindacato e alle lavoratrici e ai lavoratori di partecipare a un momento così importante di democrazia e, allo stesso tempo, si schiera al loro fianco e garantisce loro tutto il supporto necessario qualora il rispetto di questi diritti dovesse generare problemi o controversie con l’amministrazione scolastica o con l’Ufficio scolastico regionale, visto che Tagliaferri, direttore dell’ufficio, li ha messi nella peggior condizione mai vista nella storia della scuola pubblica italiana”.

Perché diciamo No al referendum

La Flc Cgil Grosseto, in coerenza con le posizioni espresse a livello regionale, coglie l’occasione per rilanciare le ragioni del No al referendum sulla giustizia: “Il referendum interviene su aspetti delicatissimi dell’ordinamento giudiziario (dal ruolo del Csm ai meccanismi di responsabilità dei magistrati) senza offrire soluzioni reali ai problemi della giustizia italiana (tempi lunghi dei processi, carenze di personale amministrativo, edilizia giudiziaria inadeguata), ma indebolendo l’indipendenza della magistratura e gli equilibri costituzionali”.

Per la Flc Cgil, “una giustizia meno autonoma e più esposta alle pressioni politiche significherebbe anche minori garanzie per i diritti sociali, del lavoro e di cittadinanza, a partire da quelli che difendiamo ogni giorno nelle scuole e nelle università”.

“Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della scuola, della conoscenza e della ricerca della provincia di Grosseto a partecipare alle assemblee e ai momenti di approfondimento che stiamo organizzando – conclude Vegni – e a informarsi bene prima di andare a votare. Per difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e i diritti di chi lavora, noi siamo in campo per il No”.


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