Bari, anziano raggirato da fratello 92enne e nipote
L’uomo, anziano, era sottoposto ad amministrazione di sostegno. Ma chi doveva prendersi cura di lui, non l’ha fatto: il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari ha quindi eseguito un sequestro preventivo di circa 150mila euro nei confronti di tre soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver sottratto, tramite raggiri, somme di denaro nella disponibilità della persona anziana, residente nel Barese e affetta da una grave invalidità permanente.
Nello specifico, il provvedimento di sequestro – che delinea responsabilità penali – è a carico del fratello della persona offesa, nominato amministratore di sostegno, di sua figlia e del compagno di lei. La vittima del raggiro, Vito Benedetto Nitti, è morta nel 2021. Il fratello e amministratore di sostegno Nicola Nitti ha 92 anni, sua figlia Giuditta Ileana ne ha 57 e il genero Sergio Marasciulo 63. L’indagine è partita nel 2022 dalla denuncia della sorella dei due anziani, che sosteneva che avessero spogliato di ogni bene Vito Benedetto, con finte consulenze legali e lavori di ristrutturazione. Tra le altre cose, è risultato che una fattura di 20mila euro a un’azienda di serramenti era stata destinata solo per 4mila euro a cambiare gli infissi di casa di Vito Benedetto, ma in realtà erano stati eseguiti lavori a casa di Marasciulo e di sua moglie. Peraltro, mentre l’anziano era in una Rssa di Castellana Grotte.
Le indagini condotte dal finanzieri della Compagnia di Monopoli, su delega dell’autorità giudiziaria, hanno interessato i conti correnti intestati all’amministrato, sui quali confluivano, oltre ai lasciti ereditari della defunta moglie, anche la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento. I finanzieri hanno accertato che da quei conti venivano effettuate numerose spese – tramite bonifici bancari, assegni e utilizzo di carte bancomat – senza la prevista autorizzazione del giudice tutelare. In particolare, le somme sottratte – e poi sottoposte a sequestro – sarebbero state utilizzate dai tre indagati per finalità di natura strettamente personale e, dunque, “per scopi del tutto estranei agli interessi della persona sottoposta a tutela”, spiegano gli investigatori.
Tra le anomalie rilevate dai finanzieri c’è anche la circostanza che, appena un giorno dopo la morte dell’anziano, il suo conto fu svuotato quasi del tutto. Con sei operazioni tra prelievi, bonifici, pagamento di bollettini e di F24 e un addebito per l’acquisto di assegni circolari, infatti, suo fratello avrebbe sottratto dal conto della persona offesa circa 46mila euro. E così quel conto, al 4 gennaio 2021, presentava un saldo di appena 86,45 euro. L’anziano era morto il 3 gennaio. Tutti questi elementi hanno convinto il gip di Bari Alfredo Ferraro a disporre il sequestro preventivo di poco meno di 150mila euro nei confronti del fratello della vittima, di sua figlia e del compagno di quest’ultima, ritenuti responsabili della sottrazione indebita del denaro dal conto dell’anziano. L’accusa nei loro confronti è di peculato.
Secondo il giudice, i tre indagati avrebbero agito “nella piena consapevolezza di operare al di fuori dei limiti imposti dal giudice tutelare e dall’istituto dell’amministrazione di sostegno” e avrebbero agito “evidentemente in difformità rispetto all’interesse del soggetto amministrato”, come si legge nel decreto di sequestro. La somma è stata sequestrata perché, per il gip, la disponibilità del denaro potrebbe “protrarre o aggravare le conseguenze del reato”. Nominato amministratore di sostegno provvisorio nel 2018, l’indagato lo era diventato a tempo indeterminato nel settembre 2019. Le operazioni di sottrazione di denaro, per gli inquirenti, sarebbero iniziate due mesi dopo.
“La vicenda assume particolare rilievo, anche da un punto prettamente sociale – si legge nella nota della Finanza – in considerazione della condizione di estrema vulnerabilità della persona offesa nonché del ruolo di tutela e protezione che l’indagato, quale amministratore di sostegno, avrebbe dovuto svolgere proprio a tutela della persona socialmente debole”.




