Toscana

Listituto del paese esporta un’esperienza didattica di eccellenza

Castel del Piano (Grosseto). Un piccolo paese, Montenero d’Orcia, e la sua scuola possono rappresentare un esempio di buona didattica a livello locale e nazionale. La competenza didattica espressa nel plesso di Montenero dalle docenti unisce la comunità, integra e include le bambine e i bambini. Il Comune di Castel del Piano ha riconosciuto come importante l’esperienza di Montenero e investito alcune risorse per garantire la qualità degli ambienti e delle strutture di servizio.

La scuola multigrado di Montenero è cresciuta partendo dall’esperienza della cosiddetta Scuola senza zaino, ispirata al modello di Maria Montessori, e lo scorso anno ha visto l’avvio di un percorso basato sul rinnovo e la riqualificazione della Fabbrica degli strumenti dell’Istituto su cui le docenti della scuola e la dirigente, la dott.ssa Raggi, possono basare la ricerca e la sperimentazione. In quell’occasione, alla presenza dell’assessore regionale all’istruzione Nardini, alla presidente della Rete senza zaino Daniela Pampaloni, alla coordinatrice del Gff Roberta Ponzeveroni, è stata inaugurata la Fabbrica degli strumenti e sono state gettate le basi per costruire il risultato ottenuto oggi: essere Scuola Polo per le tre province della Toscana, Grosseto, Arezzo e Siena.

La scuola primaria di Montenero prende parte da due anni al progetto nazionale di ricerca e formazione promosso da Indire e quest’anno due delle docenti, Laura Franci e Sarah Ferrucci, hanno partecipato in qualità di relatrici a Didacta Firenze dove hanno presentato “La scuola multigrado nel modello senza zaino: orientamenti operativi per la didattica”.

Il sindaco si farà interlocutrice di un’intervista richiesta da Indire, per mettere a fuoco quel modello di scuola quale Hub socio-culturale.

“La scuola di Montenero – commenta Cinzia Pieraccini, sindaco di Castel del Piano –, con la Fabbrica degli strumenti, grazie al lavoro dei docenti, è divenuta uno spazio educativo pensato per valorizzare la didattica laboratoriale. Grazie al lavoro svolto l’Istituto è tornato ad essere Scuola Polo. È importante che da un piccolo paese e in un territorio interno come il nostro si offrano competenze all’intera nazione. Il valore espresso conferma dell’importanza per le istituzioni di avere risorse e investirle in cultura e formazione”.


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