Monopattini: arriva la targa obbligatoria: quanto costa e come richiederla
Finalmente abbiamo una data! Dal 16 maggio 2026 i monopattini elettrici dovranno avere un contrassegno identificativo obbligatorio, il famoso “targhino”. Una conferma attesa da tempo, come vi avevamo spiegato nel nostro speciale dedicato.
Questa misura completa la famigerata riforma del Codice della strada entrata in vigore il 14 dicembre 2024, che aveva già introdotto regole più rigide per i monopattini: assicurazione RC obbligatoria, casco per tutti, limiti di velocità più bassi e divieto di circolare fuori dai centri urbani.
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Arriva l’obbligo della targa
Il targhino per i monopattini è un adesivo plastificato collegato al codice fiscale del proprietario, non al mezzo. A differenza di auto e moto, i monopattini non compaiono nell’Archivio nazionale dei veicoli e non hanno un vero numero di telaio, quindi il sistema punta sulla tracciabilità del proprietario.
La pubblicazione del decreto della Direzione generale per la Motorizzazione in Gazzetta Ufficiale sblocca la parte rimasta in sospeso della riforma: da qui in avanti esiste una procedura chiara per il rilascio e la cancellazione del contrassegno.
Come richiedere la targa per il monopattino
La domanda per il targhino passa dalla piattaforma Gestione pratiche online del Ministero, accessibile a questo indirizzo. Per entrare nella piattaforma servono Spid di secondo livello oppure Carta d’identità elettronica, passando tramite il Portale dell’automobilista.
La procedura prevede alcuni passaggi chiave:
- Compilare la modulistica online
- Pagare gli importi previsti sul portale del Mit
- Inviare l’istanza tramite Gestione pratiche online
- Attendere la lavorazione da parte del Centro servizi della Motorizzazione civile
- Prenotare l’appuntamento allo sportello per il ritiro del contrassegno
Il sistema è aperto ai maggiorenni, ma consente di richiedere il targhino anche per ragazzi dai 14 anni in su: in quel caso la domanda deve arrivare da chi esercita la responsabilità genitoriale.

Quanto costa la targa
Per ottenere il contrassegno è previsto un costo base di 8,66 euro, da versare sul portale del Mit, a cui vanno aggiunti imposta di bollo e diritti di motorizzazione. Il pagamento passa attraverso i canali digitali previsti, come PagoPA.
Anche la cancellazione del targhino non è gratuita: comporta di nuovo il pagamento di bollo e diritti. In pratica, ogni operazione amministrativa legata al contrassegno ha un onere economico da mettere in conto.
Com’è fatta la targa
La targa per i monopattini è un adesivo plastificato non rimovibile, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione. Come già svelato diversi mesi fa, ha una forma rettangolare e contiene sei caratteri alfanumerici disposti su due righe.
La combinazione prevede lettere dalla B alla Z (escluse A, E, I, O, Q, U) e numeri da 2 a 9. Il contrassegno va applicato sul parafango posteriore oppure, se il monopattino ne è privo, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
Chi circola senza targhino rischia una sanzione da 100 a 400 euro, una cifra che rende piuttosto concreto l’obbligo di mettersi in regola.

Assicurazione RC e controlli: cosa cambia
Oltre all’obbligo di legge c’è un altro passaggio importante: il targhino rende più semplice identificare chi viola le regole e permette di verificare in modo concreto l’obbligo di assicurazione RC per i monopattini.
Grazie all’interoperabilità tra la piattaforma della Motorizzazione e i sistemi dell’Ania, ogni contrassegno sarà associato anche ai dati della copertura assicurativa. Questo dovrebbe rendere più solidi i controlli, più difficile sfuggire alle contestazioni e più lineare il percorso verso il risarcimento dei danni in caso di incidente.
Secondo chi lavora sul territorio, come il comandante della polizia locale di Verona Luigi Altamura (referente Anci in Viabilità Italia), il collegamento stabile tra mezzo e proprietario può ridurre il fenomeno dei pirati che scappano dopo una collisione con un monopattino. Resta però il tema della capacità organizzativa degli uffici: senza risposte rapide alle richieste, il sistema rischia di partire già affaticato.

Cosa succede in caso di furto, smarrimento o vendita
Il nuovo decreto entra nel dettaglio anche dei casi particolari che si possono verificare per le targhe dei monopattini elettrici. In caso di deterioramento, furto o smarrimento del contrassegno, oppure del monopattino stesso, il proprietario deve attivare le procedure sulla piattaforma e, dove previsto, presentare denuncia entro 48 ore.
Se il monopattino viene venduto o ceduto, il targhino non segue il mezzo: il vecchio proprietario deve chiederne la cancellazione, mentre il nuovo acquirente dovrà richiedere un nuovo contrassegno a proprio nome. Questo approccio rafforza il legame tra persona e contrassegno, ma aggiunge qualche passaggio burocratico in più in caso di cambio di proprietà.

Una fase transitoria ancora da rodare
Il quadro normativo è definito, ma la fase transitoria non è ancora del tutto a regime. Il decreto descrive il sistema, tuttavia non tutti i canali operativi risultano già pienamente attivi.
Per gli studi di consulenza automobilistica, l’efficacia di alcune disposizioni scatterà solo con un successivo provvedimento della Motorizzazione. Nella prima fase il peso dell’intero meccanismo ricadrà soprattutto sugli uffici della Motorizzazione civile, con il rischio di code, rallentamenti e tempi di lavorazione non sempre brevi.
In prospettiva, il targhino rappresenta un tentativo di portare più ordine nel mondo dei monopattini elettrici, spesso percepito come caotico.
Molto dipenderà però da quanto rapidamente la macchina amministrativa riuscirà a reggere l’urto delle richieste e a trasformare una buona idea sulla carta in uno strumento davvero funzionante nella vita quotidiana.
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