Economia

L’era dell’IA pervasiva. Dalle scelte d’investimento alle reti di consulenza


“Gli effetti dell’intelligenza artificiale sono solo agli esordi. L’impatto sarà dirompente, come avvenuto con la macchina nella rivoluzione industriale e, in anni più recenti, con l’arrivo di internet”. È la convinzione di GianPaolo Guidi, managing director, financial intermediaries di Capital Group, intervistato a margine della prima giornata di Consulentia 2026, l’evento annuale organizzato da Anasf, l’associazione nazionale dei consulenti finanziari. Questa spinta tecnologica, spiega l’esperto, è destinata a ridefinire il rapporto tra capitale e lavoro, influenzando direttamente la crescita e la sostenibilità del debito. Sul fronte operativo, le scelte di investimento devono premiare lo stock picking. L’obiettivo è individuare “aziende non solo che investono in IA, ma che possono beneficiarne”, con l’aspettativa che tali tecnologie vadano a “completare linee di business” esistenti.

Una rivoluzione da governare

Fabio Cubelli, condirettore generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, vede nell’AI un motore strutturale del cambiamento per le reti in quanto incide sia a monte (ad esempio nell’analisi dei livelli di coinvolgimento della clientela), sia a valle (nel miglioramento continuo del supporto ai risparmiatori). Il tutto senza traumi: “Il nostro non è un mondo di rivoluzioni, il cambiamento viene governato. Questo è successo per esempio con l’impatto delle crisi geopolitiche sui mercati, ora più gestibili. Il nostro compito è di introdurre tutte le potenzialità che l’IA offre, mettendo i nostri banker in condizione di guidare il cambiamento culturale dei clienti”.

Fotografa una rivoluzione ordinata anche Alberto Martini, direttore wealth management di Banca Mediolanum. “L’intelligenza artificiale non sarà il fattore di disintermediazione che molti temono, ma un potente acceleratore di valore per il consulente evoluto. Un consulente ‘aumentato’, capace di delegare all’IA l’elaborazione e l’analisi, per concentrarsi su ciò che resta irriducibilmente umano: l’interpretazione, la visione e la guida”. Questo perché, in un contesto in cui tutto diventa accessibile, “la differenza non sarà più nei dati, ma nella capacità di trasformarli in scelte consapevoli”. Per Martini, il tempo liberato consentirà ai professionisti di innalzare progressivamente la qualità della consulenza, “con più profondità, più qualità, più impatto reale sugli obiettivi di vita dei propri clienti”.

Sicurezza cruciale per il successo delle iniziative

A fronte di indubbie opportunità, occorre fare i conti con le minacce che si nascondono dietro una tecnologia pervasiva. Mario Ruta, vice direttore generale e direttore commerciale di Allianz Bank Financial Advisors, sottolinea l’importanza di proteggere i dati dato che i consulenti lavorano sul territorio e si interfacciano con risparmiatori che tendenzialmente non sono addetti ai lavori. “Bisogna parlare di consapevolezza tecnologica, di investimento proficuo del tempo liberato dall’IA e di gestione delle difficoltà in team”, racconta.

“L’IA offre indubbi benefici per l’attività di consulenza sia per quel che riguarda l’analisi dei mercati, sia nell’attività quotidiana”, racconta Marco Bernardi, vice direttore generale distribution di Banca Generali. “Si tratta di una risorsa che aiuta i private banker a valorizzare la relazione di fiducia con i clienti e non rappresenta un’alternativa alla centralità delle persone e del loro talento. Dal canto nostro abbiamo innovato le piattaforme interne e quelle attraverso cui i banker si interfacciano con la struttura di banca per essere al fianco del professionista in tutti i momenti della sua giornata, da quando si informa, fino alla gestione operativa”.

I numeri della prima giornata di Consulentia

Consulentia 2026 si è aperta con il record storico di presenze, circa 2 mila partecipanti nella giornata inaugurale. L’apertura dei lavori ha posto al centro alcune delle trasformazioni più rilevanti che stanno ridefinendo il rapporto tra società e finanza: longevità, volatilità dei mercati, intelligenza artificiale, sicurezza digitale e bias cognitivi.

Nel corso dell’evento è stata presentata in anteprima Rosebud, l’intelligenza artificiale proprietaria di Anasf, nata con la finalità di semplificare il lavoro dei soci e accompagnarli nelle loro attività. Tra i temi centrali della giornata anche la sicurezza digitale. Nell’incontro dedicato alla cybersicurezza, il generale Virgilio Pomponi, comandante interregionale della Guardia di Finanza per l’Italia Nord Occidentale, ha analizzato l’evoluzione delle minacce informatiche, sottolineando come il rischio può essere una risorsa quando viene trasformata in responsabilità collettiva e in questo i consulenti finanziari possono dare un contributo decisivo.


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