dialogo tra vetro di Murano e tradizione ghanese
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L’arte contemporanea africana incontra l’eccellenza del vetro di Murano in una mostra che promette di essere tra gli eventi più significativi della primavera veneziana. Dal 4 maggio al 18 luglio 2026, la Galleria Barovier&Toso presenta “A Shea Garden”, personale dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, presso il suo spazio pop-up a Dorsoduro.
Mahama, classe 1987, ha conquistato la scena internazionale con le sue installazioni monumentali che utilizzano materiali emblematici del commercio globale: dai sacchi di juta alle traversine ferroviarie. Questi elementi raccontano storie di scambi commerciali, colonialismo e trasformazioni economiche attraverso i segni dell’uso impressi sulla loro superficie.
Per questa nuova mostra, l’artista africano ha scelto di esplorare un territorio inedito, creando un ponte culturale tra il Ghana settentrionale e la tradizione vetraria veneziana. Al centro del progetto ci sono le reinterpretazioni in vetro di Murano dei tradizionali recipienti in argilla ghanesi, oggetti quotidiani un tempo utilizzati per conservare grano o nutrire il pollame.
Il titolo dell’esposizione, “A Shea Garden”, si riferisce all’albero del karité, risorsa fondamentale per l’economia e la cultura del Ghana settentrionale. Le sue noci, tradizionalmente lavorate dalle donne per produrre il prezioso burro di karité, rappresentano un sapere ancestrale tramandato di generazione in generazione, proprio come l’arte vetraria muranese.
La trasformazione dei recipienti dall’argilla al vetro assume un significato profondo: se i contenitori originali portavano i segni dell’uso quotidiano, le loro versioni in vetro diventano trasparenti testimoni di un’assenza, simboli di memoria e perdita culturale. Una metamorfosi che riflette sui temi dello sradicamento e della preservazione delle tradizioni.
La collaborazione tra Mahama e la Galleria Barovier&Toso, realizzata con il supporto di Apalazzogallery di Brescia, mette in luce le similitudini tra due patrimoni culturali apparentemente distanti. Da un lato, la millenaria tradizione del vetro muranese, oggi minacciata dall’industrializzazione; dall’altro, l’eredità materiale africana, segnata da secoli di colonialismo e trasformazioni economiche.
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“A Shea Garden” si configura così come una riflessione sulla fragilità dei sistemi culturali ed economici contemporanei, ma anche sulla resilienza delle tradizioni artigianali. La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 10 alle 18, con un’apertura speciale tutti i giorni durante la prima settimana di maggio. L’inaugurazione, riservata a stampa e invitati, è prevista per il 4 maggio 2026.
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