Si continuerà a nascere a Isernia? Castrataro: “Ci avevano promesso risposte e invece solo silenzi e contraddizioni” (VIDEO) | isNews
Il sindaco torna a parlare dalla tenda allestita davanti al Veneziale, simbolo di difesa della sanità della sanità. Preoccupano le parole del commissario Bonamico e intanto si attendono le decisioni del tavolo tecnico
ISERNIA. Si continuerà a nascere a Isernia? Una domanda che attende risposte e sulla questione torna a parlare il sindaco Piero Castrataro. Lo ha fatto questa sera dalla tenda allestita davanti all’ospedale Veneziale dove dorme dal 26 dicembre per tenere alta l’attenzione sulle criticità e sul futuro della sanità pubblica molisana.
E mentre si attendono i pareri dei ministeri sul Piano Operativo Sanitario 2026-2028 adottato dalla struttura commissariale, preoccupano le dichiarazioni che il commissario ad Acta Marco Bonamico ha rilasciato al Tgr Molise. “La mia impressione – ha detto – è che il tavolo tecnico sia orientato verso la chiusura del Punto Nascita di Isernia e del laboratorio di Emodinamica di Termoli. Si tratta, tuttavia, di indiscrezioni, anche alla luce di uno studio condotto da Agenas. Per quanto riguarda il Punto Nascita, è possibile ipotizzare un trasferimento verso altre strutture – naturalmente previa adeguata riorganizzazione e potenziamento dei servizi – ad esempio a Campobasso, considerando che il parto è un evento generalmente programmabile. Diverso è il discorso per l’Emodinamica, soprattutto in relazione alla distanza di Isernia da altri ospedali. Termoli, invece, può contare sulla vicinanza di strutture sanitarie situate in Abruzzo”.
“Ero convinto – il commento di Castrataro – che sarebbero arrivate risposte certe e invece è arrivata l’intervista del commissario Bonamico in cui dichiara che è possibile la chiusura del Punto Nascita di Isernia contro il parere dei tecnici ministeriali contenuto nei verbali fino allo scorso maggio. Cosa è successo nel frattempo? Sicuramente è stato potenziato l’ospedale di Termoli rispetto a quello di Isernia. Cosa che giustificherebbe i numeri maggiori in questo momento del Punto Nascita di Termoli rispetto a quello del Veneziale. Ma che non giustifica assolutamente il fatto che vengano chiusi dei reparti vitali nei nostri ospedali pubblici”.
Dalla tenda il sindaco lancia un nuovo, l’ennesimo, appello: “È tempo – ha affermato – che la politica molisana e la filiera istituzionale mantengano le promesse di non chiudere reparti vitali e di non compromettere l’erogazione dei servizi della nostra sanità pubblica. Io – ha detto infine – nel frattempo continuo ad analizzare i bilanci della gestione sanitaria della nostra regione. Emergono cose che possono essere fatte ma ci vuole una volontà politica che ad oggi non c’è stata”.
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