Festa della bandiera di San Giorgio confermata dalla giunta Salis: “Celebriamo la nostra storia verso il 25 Aprile”

Genova. Il 23 aprile, giorno di San Giorgio e festa del Vessillo, resterà nel calendario delle celebrazioni del Comune di Genova, confermandone la centralità per l’identità di Genova ma legandola a doppio filo con il 25 Aprile, festività nazionale, che nella nostra città da sempre ha assunto un valore fondante.
Questo in sintesi l’intenzione della giunta Salis riguardo la ricorrenza riportata in auge durante il mandato di Marco Bucci e che di fatto non sarà cancellata. A dirlo in aula l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che ha risposto sul tema ad una interrogazione portata durante il questione time dal consigliere di Forza Italia Mario Mascia. “In questa giornata continueranno ad essere assegnati i più alti riconoscimenti che il comune di Genova può conferire ai propri cittadini – ha confermato Montanari – non si tratta solo di una scelta simbolica, organizzativa. L’obiettivo è fare del 23 aprile uno spazio stabile e riconoscibile nel quale la città guardi a celebrare il merito, l’impegno, il contributo delle persone che nei diversi ambiti della vita civile, sociale, culturale, scientifica ed economica hanno permesso e permettono a Genova di essere un punto di riferimento continuo non soltanto per i suoi cittadini”.
Ma non solo: “C’è poi un secondo elemento che riteniamo altrettanto importante – ha aggiunto Montanari – Il ventitré aprile cade a 48 ore da una delle date più significative della nostra storia nazionale e cittadina, il 25 Aprile, vale a dire la giornata della liberazione dal nazifascismo. Il 23 aprile è anche il giorno in cui sono iniziate a Genova le insurrezioni per liberare la città ben prima dell’arrivo degli alleati. È una ricorrenza che come tutti sappiamo qui ha un significato particolarmente profondo perché questa nostra città è stata protagonista di una pagina decisiva della storia della Resistenza”.
“Genova è una città che ha conosciuto il prezzo di sacrifici individuali e collettivi compiuti per riconquistare la libertà e da quella stagione ormai più di ottant’anni fa nacque la possibilità di costruire un’Italia democratica e repubblicana, l’Italia che raccontiamo anche in questo giorno, 17 di marzo, fondata su valori che oggi trovano la loro espressione più alta nella nostra Costituzione. Il 23 aprile può diventare il momento in cui la città celebra la propria storia, i propri simboli, a partire da San Giorgio e dal nostro vessillo, ma anche l’occasione per riconoscere il merito dei suoi cittadini e per avvicinarci come comunità alla celebrazione del 25 aprile con una consapevolezza ancora più forte del nostro passato e dei valori che esso ci consegna. In questo senso il giorno di Genova e San Giorgio diventerà uno spazio civico importante, un momento di confronto, di riflessione, di valorizzazione delle energie migliori della nostra città, capace di unire memoria e futuro, identità e responsabilità”.
Maria Mascia: “Vittoria del bene contro il male”
Soddisfazione è stata espressa dal consigliere Mario Mascia, che ha accolto con favore la conferma che la festa della Bandiera non verrà “archiviata”: “Questa festa rappresenta la vittoria anche del bene contro il male e lo sappiamo tutti che la vittoria del bene contro il male di San Giorgio è la vittoria della libertà e della liberazione. Il frutto della vittoria del bene contro il male è la libertà dell’uomo“.
“Credo che una frase che potrebbe essere utilizzata come trait d’union tra la festa della bandiera e la festa della liberazione del 25 aprile è il motto con cui Teresio Olivelli, partigiano, nel 1944 apriva il primo numero del Ribelle, la rivista clandestina: ‘Non ci sono liberatori, ci sono uomini che si liberano’. Credo che questo sia il filo che possa unire la festa della bandiera di Genova e quella croce di cui non ci vergogneremo mai perché rappresenta appunto la libertà e rappresenta l’identità di Genova”.




