Toscana

Mancano i posti nei cimiteri aretini, le estumulazioni passano da 40 a 30 anni


L’assessore Alberto Merelli ha illustrato al consiglio comunale di oggi il nuovo regolamento di polizia mortuaria: “il dato da cui partire riguarda il rapporto tra tumulazioni, in decrescita, e cremazioni, in crescita: annualmente, dalle 900 tumulazioni del 2008 siamo arrivati sotto quota 600 mentre le cremazioni raggiungono le 400. Di conseguenza, in termini complessivi, per i cimiteri registriamo un esubero dei posti per le tumulazioni che si aggira intorno a 8.000 tombe. Un dato che parrebbe escludere la necessità di ampliare le aree e gli spazi. Invece c’è un altro aspetto: il Comune è suddiviso in ambiti territoriali e il cittadino ha diritto a essere tumulato in quello in cui era residente da vivo. Ma non essendoci omogeneità, in questo incrocio distributivo fra demografia e territorio, restano cimiteri in cui l’esubero è manifesto, altri, ad esempio quelli di Staggiano, San Leo e Chiani, dove invece i posti addirittura mancano.”

“Rebus sic stantibus, la gestione dei cimiteri per Arezzo Multiservizi diventa difficoltosa e diseconomica e di conseguenza, il primo punto cardine proposto diventa la riduzione degli ambiti territoriali da 19 a 6. Questa diversa suddivisione consente un migliore utilizzo del patrimonio cimiteriale esistente per uniformare le eccedenze dei posti, in linea con quanto dicevo. Viene poi ridotta la durata della concessione da 40 a 30 anni. Tale riduzione è legittima da un punto di vista igienico-sanitario in forza di una circolare del ministero della Sanità che considera ‘ordinarie’ le estumulazioni che si eseguono dopo un periodo minimo di permanenza nel loculo di 20 anni. Inoltre, 40 anni non sono comunque sufficienti per la mineralizzazione della salma, a causa degli attuali confezionamenti del feretro che scontano la presenza di abiti sintetici, le cure farmacologiche subite in vita, l’assemblaggio delle casse mortuarie. Pertanto l’eventuale non mineralizzazione alla scadenza dei 30 anni può essere trattata ugualmente con la cremazione, se i familiari sono consenzienti, o con l’inumazione per un ulteriore periodo. La riduzione della durata delle concessioni genera, d’altro canto, un maggior turnover nella disponibilità dei posti, una migliore gestione degli spazi e una loro efficace manutenzione”. 

La pratica è stata approvata con 20 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto.

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