Guerrieri, Gassmann difende pastaie di Bari vecchia e orecchiette
“Di cosa stiamo parlando? Di un banchetto di orecchiette a Bari vecchia”. È iniziata così, ieri sera su Rai 1, la seconda puntata di Guerrieri – La regola dell’equilibrio: fiction ambientata a Bari che – anche questa volta, come accaduto una settimana fa all’esordio – ha vinto la gara d’ascolti con Scherzi a Parte in onda su Canale 5. In questo caso sia in termini di share (22,4% contro 21,1%) sia in termini di spettatori (3,5 milioni contro 2,6 milioni) nonostante un orario di messa in onda non esattamente comodo, come sottolineato anche dall’attore Michele Venitucci, quel Tancredi che spesso aiuta Gassmann nelle indagini.
La ‘sorpresa’, per i fedelissimi dei libri di Gianrico Carofiglio a cui la serie tv è ispirata, è stata così la presenza di un tema che non appare mai ne ‘Le perfezioni provvisorie’ – quarto romanzo della serie dell’avvocato Guerrieri pubblicato nel 2010, che racconta il ‘giallo’ trapiantato poi ieri in televisione – ma che nei giorni in cui la fiction veniva girata, tra settembre e novembre del 2024, teneva banco in città e in tutta Italia, perfino varcando i confini nazionali: tra finzione e realtà, come accaduto per alcuni luoghi proposti nel ‘tour’ della prima puntata, l’avvocato Guerrieri si è trovato a difendere una pastaia del borgo antico accusata di aver aggredito un poliziotto e, più in generale, di non operare nel rispetto della legge.
“Stiamo parlando di qualche chilo di pasta fatta a mano che consente a questa donna di sopravvivere dignitosamente, cosa che non potrebbe fare vivendo solo della sua pensione sociale. E quindi trattarla da criminale non soltanto è ingiusto, ma rischia di metterci in ridicolo davanti al mondo: perché la signora Milella (nella fiction Lia Cellamare, ndr) e le sue colleghe sono sostenute da anche da giornali internazionali”, dice Gassmann nella sua arringa difensiva, arrivando a citare un vero reportage pubblicato nel 2019 sul New York Times. “Ho qui con me l’articolo – incalza nell’interlocuzione col giudice – c’è scritto ‘A crime of pasta’ e traduco: produrre e vendere orecchiette a Bari vecchia è diventato un crimine”.
La fase dibattimentale in aula, nella fiction, è stata particolarmente curata. Anche con l’ausilio di veri avvocati penalisti di Bari. E allora Gassmann prosegue nella sua linea difensiva. “Quando ero bambino io – spiega – Bari vecchia era la città proibita, nemmeno i più temerari osavano addentrarsi. Oggi Bari vecchia è diventata un fiore all’occhiello e se viene indicata nelle più importanti guide turistiche internazionali lo dobbiamo anche a persone come la signora Milella, che con il suo lavoro contribuisce a mantenere viva un’importante tradizione della nostra città”. Applausi scroscianti delle altre pastaie in aula, assoluzione dell’imputata e per l’avvocato Guerrieri anche una guantiera di orecchiette in omaggio.




