Referendum giustizia, le ragioni del Si: a Isernia l’incontro di Fratelli d’Italia con Varchi e De Gioia | isNews
La capogruppo in Commissione giustizia e il Consigliere della I sezione penale della Corte d’Appello di Roma illustrano tecnicamente e politicamente l’importanza di questa tornata elettorale
ISERNIA. “Se questo referendum è diventato un voto sulla Meloni la colpa è della sinistra”. Molto chiara la risposta dell’onorevole Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia, presente stamattina al Grand Hotel Europa a Isernia all’incontro organizzato da Fratelli d’Italia in vista dell’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo. I vertici regionali e nazionali del partito si sono riuniti per illustrare le ragioni del “Sì”, promuovendo un confronto pubblico incentrato sui temi della riforma del sistema giudiziario, dell’efficienza e della trasparenza. Al centro del dibattito, le proposte per garantire una giustizia imparziale e il rafforzamento dei principi di responsabilità dei magistrati. A illustrare tecnicamente e politicamente l’importanza di questa tornata elettorale, oltre alla Varchi, il dottor Valerio De Gioia, Consigliere della Corte d’Appello di Roma.
“Questo è un referendum ben più importante perché è un referendum sulla giustizia per separare le carriere di chi accusa e di chi giudica, per introdurre l’alta corte disciplinare affinché chi sbaglia paghi anche se un magistrato, onde evitare una giustizia interna un po’ troppo clemente con i propri colleghi di quanto non lo sia giustamente nei confronti dei cittadini e infine il sorteggio” ha spiegato l’onorevole Varchi. Secondo la parlamentare, il sorteggio rappresenta “l’unico strumento che, introducendo la casualità nella designazione dei componenti, restituirà al Csm e quindi alla magistratura tutta quella credibilità che gli scandali del recente passato hanno distrutto”. Varchi ha inoltre criticato la posizione delle opposizioni: “La sinistra italiana era a favore della separazione delle carriere, ma siccome ha cambiato idea e non può spiegarlo ai suoi elettori, si rifiuta di stare nel merito della riforma e preferisce attaccare il governo”.
Sul piano tecnico-giuridico è intervenuto invece De Gioia, che ha ribadito la necessità della riforma per il pieno compimento del ‘giusto processo’. “Io non faccio parte di alcun comitato per il Si, ma sono a favore di questa riforma perché finalmente raggiungiamo l’obiettivo di un giudice terzo e imparziale” ha dichiarato De Gioia. “Soltanto separando la categoria di pubblici ministeri da quelli dei giudici che sono chiamati a giudicare, noi riusciamo ad ottenere un risultato di garanzia per il cittadino. Il cittadino saprà che non viene giudicato da un soggetto che professionalmente è legato all’accusa”. Il magistrato ha poi smentito i timori relativi a possibili influenze politiche: “Volevo tranquillizzare tutti da giurista. Io ho letto questa riforma costituzionale e assolutamente non è previsto alcun tipo di legame o rapporto tra il pubblico ministero e l’esecutivo”.
L’incontro ha visto la partecipazione di figure di primo piano delle istituzioni, tra cui il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro, la deputata Elisabetta Lancellotta e il senatore Costanzo Della Porta.
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