You’re Free To Go: Eros e folk :: Le Recensioni di OndaRock
Your body it changed me now
Your body it changed me
I corpi in “You’re Free To Go”, terzo album del cantautore statunitense Anjimile, si trasformano, entrano in contatto, anche attraverso l’erotismo, e fluiscono nel solco del continuo divenire. In essi si incarnano le emozioni, le percezioni, i pensieri: tutto si situa, si colloca nella carne. E per Anjimile essere embodied, presente alle sensazioni, ai desideri, alle pulsioni vitali del proprio corpo, si lega anche a una storia personale iscritta materialmente in ognuna delle sue cellule. “I can’t forget my flesh”, canta infatti nello stornello acustico “Exquisite Skeleton”, mentre denuncia la transfobia che non è solo diffusa nella società, ma che, nel suo caso, ha segnato anche la relazione con la madre:
I don’t wanna be a son of a bitch
To you
I’m taking off my dress
I’m shaking off my skin
Exquisite Skeleton
Mentre in “The King” perseguiva un approccio più sperimentale nella costruzione dell’architettura strumentale attorno allo scheletro acustico delle canzoni, Anjimile vira ora, coadiuvato dal navigato ed eccellente produttore Brad Cook, nuovamente verso un sound più classico e caldo. E se nella precedente raccolta la tensione si diramava attraverso i rizomi elettronici e le screziature rumoristiche, ora essa s’insinua nei meandri testuali e si scontra con l’idilliaca illusione folk degli arrangiamenti. Neanche questo è un disco con un senso di risoluzione finale, mi diceva durante la nostra intervista. E, ancora una volta, ciò è uno dei suoi punti di forza e costringe chi ascolta a costruirsi il senso di questa tensione che scorre dalla musica al corpo. Anche perché è Anjimile stesso che continua a richiamarlo in causa, ricorrendo a un immaginario acqueo che non si limita ai fluidi più puri, ma che si sporca con il sangue che ci scorre nelle vene.
A ispirare una parte consistente della raccolta è anche una nuova relazione sentimentale, che, così rivela l’artista, ha fatto da propulsore per la scrittura. L’erotismo e l’accettazione di sé, mossi dall’acqua come vettore simbolico e materiale, si intrecciano alle altre tematiche della raccolta, rendendo evidente quanto sia difficile dissezionare e separare i pensieri e le emozioni. E infatti dolore e amore si uniscono e si sublimano nel nucleo pop di “You’re Free To Go”: “Waits For Me” e “Like You Really Mean It” sono una coppia da manuale, dove la prima commuove, mentre la seconda gronda di una forza erotica rigenerante e s’innalza a inno al proprio corpo come luogo di piacere dalle potenzialità trasformative infinite.
The Water, the water ran high
I laid my body by the river rocks
Beneath the sky
And time became a song
That carries on without me
16/03/2026




