Cultura e lavoro, sindacati rilanciano la mobilitazione: “Organici ridotti ed esternalizzazioni”. Martedì il presidio

Genova. “Ad oltre un mese dal presidio del 1° febbraio, l’Amministrazione non ha dato alcuna risposta concreta alle nostre richieste. La situazione nei luoghi della cultura genovesi e liguri resta critica: organici ridotti dal 35% al 50%, esternalizzazioni, carichi di lavoro insostenibili e infrastrutture inadeguate. Il personale è allo stremo, i musei faticano a garantire le aperture, la sicurezza del patrimonio è a rischio”.
A dirlo in una nota congiunta FP CGIL e USB PI che rilanciano la via della piazza: “Stiamo valutando le procedure per l’avvio dello stato di agitazione ed eventualmente dello sciopero. Per questo Martedì 17 marzo, alle ore 12:30, torniamo in piazza con un presidio davanti a Palazzo Reale (ingresso principale, Via Balbi 10). Un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori per sensibilizzare la cittadinanza e fare il punto sulla mobilitazione. Lanciamo un appello a tutte le RSU dei luoghi della cultura genovesi e liguri perché sostengano e partecipino a questa fase”.
“Le nostre istanze, in estrema sintesi – continua la nota – Assunzioni in quantità sufficiente e il più rapide possibili per far fronte alla carenza cronica di personale e ai carichi di lavoro elevati; – Stop alle esternalizzazioni e al ricorso ai volontari in luogo del lavoro pubblico; – Rispetto di tutti gli istituti contrattuali, a partire dalle turnazioni, al diritto alle 35 ore, riposi, ferie, smartworking. – Infrastrutture adeguate e investimenti su sicurezza e condizioni di lavoro. “Il 17 marzo torniamo davanti a Palazzo Reale. Il patrimonio culturale pubblico si difende con il lavoro stabile, dignitoso e sicuro. Se l’Amministrazione continua a ignorare le nostre istanze, siamo pronti ad attivare tutte le procedure previste, a partire dallo stato di agitazione fino allo sciopero”.




